“Cassani come Renzi, fanno bonus senza limiti di reddito”

Sinistra Italiana critica sulla Baby Card varata dal Comune. "I criteri colpiscono non solo gli stranieri, ma chi si sposta anche fra le Regioni e le città d'Italia"

 Vito Daniel D'Ambruoso

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Sinistra Italiana Gallarate sulla Baby Card, nuovo strumento del Comune di Gallarate a sostegno delle famiglie, che prevede criteri di accesso che stanno facendo discutere

 

Cassani come Renzi: l’uno fa la baby card, il secondo il bonus nido. Entrambi senza limite di reddito, ma con una spesa dedicata limitata con il rischio evidente che l’aiuto vada a chi non ne ha bisogno, lasciando fuori i nuclei con più difficoltà.

Ancora una volta si vogliono sostenere le famiglie nel proprio desiderio di avere figli, elargendo mancette, più o meno cospicue, anziché occuparsi di fornire servizi efficaci, in grado di aiutare mamma e papà che lavorano nella gestione quotidiana della cura o di aiutare i genitori a trovare una propria stabile occupazione e potere progettare la propria vita, senza bisogno di bonus una tantum, che oggi c’è e domani chissà (mentre i figli ovviamente restano, come restano le spese per assicurare loro una vita dignitosa).

Il ruolo propagandistico del bonus gallaratese è doppiamente ingiusto.

Ingiusto perché tratta in modo uguale situazioni disuguali.

250 euro sarà sempre meglio che niente, diranno molti. Ed è assolutamente vero.

Ma quei 250 euro finiranno nelle tasche di chi li spenderà per una cena di lusso a lume di candela (magari aggiungendoci altri soldi) come di chi li spenderà in pannolini presi al discount. Una decisione che sceglie di mantenere le disuguaglianze, che rifiuta di aiutare chi più ne ha bisogno e più è in difficoltà. Altro che favorire le famiglie monoreddito.

La decisione di fare una graduatoria sulla base di chi da più tempo risiede a Gallarate, al grido “prima i gallaratesi”, limiterà l’accesso alle giovani coppie, a prescindere dall’origine dei genitori. E colpirà in modo indiscriminato chi ha cambiato residenza per cercare una casa che costa meno, chi ha cambiato città per lavoro (in un periodo dove è difficile dire di no a un trasferimento), chi si trasferisce approfittando della casa lasciata dai genitori perché non può permettersi un proprio mutuo e contemporaneamente pagare le tasse della seconda casa (già che con la bolla speculativa dell’edilizia, vendere una casa oggi non è così facile).

Il leghista di Cavaria che si è trasferito a Gallarate 2 anni fa non riceverà probabilmente il bonus. Il leghista gallaratese trasferito a Samarate dovrà invece sperare che quella giunta leghista non applichi gli stessi dogmi.

Una norma dunque che il sindaco leghista spaccerà per incrementare disintegrazione sociale fra italiani e stranieri, ma che va a colpire maggiormente le migrazioni fra le regioni e le città della nostra Italia. I Fratelli d’Italia a Gallarate non sono evidentemente considerati tali.

I criteri della delibera ancora non sono pubblicati, ma dalle dichiarazioni non sono ricompresi bimbi e bimbe adottati o in affido preadottivo. Se non sono stati considerati beneficiari, sarà il caso di includerli, per evitare una ulteriore immotivata discriminazione.

 

Sinistra Italiana Gallarate

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 14 Settembre 2017
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