Cavi di metallo tra gli alberi, ciclisti in allarme
Li ha scoperti Rocco, un biker di Casciago, che ha fatto le foto e avvertito le guardie ecologiche. «Sono i fili elettrici di un vecchio palo della luce caduto sul sentiero 10», racconta

Un cavo di metallo, dello spessore di 5 millimetri, tirato da un albero all’altro, in un sentiero in mezzo al bosco. Un cavo che non lascerebbe scampo a ciclisti o motociclisti. Lo scopo di chi si prende la briga di montare una simile trappola è chiaro: ferire e in maniera anche piuttosto seria. E Rocco se l’è trovato davanti quel cavo mentre in bicicletta percorreva il sentiero numero 10.
All’altezza di Rancio Valcuvia ha notato qualcosa di strano, ha rallentato ed è rimasto impietrito: «Vado in mountain bike da tempo – racconta il biker che abita a Casciago – e i nostri sentieri li conosco bene. Mi piace andare forte ma quel giorno, quando ho affrontato la discesa del sentiero 10, mi sono accorto che i rami degli alberi erano posizionati in modo innaturale e intralciavano la via. Allora sono sceso dalla bici e mi sono avvicinato a piedi e qui la sorpresa: un cavo di metallo, molto lungo, era stato intrecciato attorno agli alberi. Credo fosse un vecchio cavo elettrico perché lì a terra ho visto un palo della luce di quelli di legno, che si usavano molti anni fa, con gli isolatori in ceramica».
Rocco si ferma e osserva bene la situazione: «Il cavo era molto lungo ed era stato tirato ad altezza del busto ma gli altri due capi, fissati a formare un triangolo, erano ad altezza testa. Se qualcuno fosse arrivato a forte velocità non so che cosa sarebbe potuto accadere».
Il ciclista fa le foto e poi decide di avvertire le guardie ecologiche del Campo dei Fiori: «Mi hanno risposto che non era di loro competenza ma che avrebbero provveduto ad avvertire subito le forze dell’ordine. Spero siano già passati a controllare. Nel frattempo ho postato le foto sui social, sperando girassero e servissero ad avvertire gli altri ciclisti.
In ogni caso mi sento di dare un consiglio: andate piano nei nostri boschi e guardatevi bene in giro».
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