Ex Saronno Seregno: presentato un rendering per la greenway sopraelevata

Nelle ultime ore Fiab, con il presidente Franco Casali, ha reso noti gli elaborati di Giovanni Andrea Enna, allievo di Giulio Senes docente dell'Università degli Studi di Milano e presidente dell’Associazione europea delle greenways

ex Saronno Seregno

Dal sogno della greenway sull’ex Saronno-Seregno al progetto della Green High line di Saronno in stile New York. Nelle ultime ore Fiab, con il presidente Franco Casali, ha reso noti gli elaborati di Giovanni Andrea Enna, allievo di Giulio Senes docente dell’Università degli Studi di Milano e presidente dell’Associazione europea delle greenways. Lo studente universitario li ha prodotti partendo da un punto del tracciato particolarmente significativo per l’altezza della massicciata e la vicinanza del ponte in ferro. Così è nata l’ipotesi per la realizzazione della Green High Line saronnese che tiene conto di tutte le obiezioni mosse in questi mesi alla proposta delle associazioni ambientalisti e di molti cittadini che non hanno apprezzato l’idea del Comune di sbancare l’ex ferrovia per realizzare una soluzione a raso.

“Si tratta di un progetto sostenibile di valorizzazione della massicciata attuale che con pendenza dolce raggiunge gradualmente il ponte in ferro sulla linea Saronno-Milano. Si creerebbe un tracciato urbano sopraelevato dotato di caratteristiche uniche che non si ritrovano in nessun’altra realizzazione ciclopedonale cittadina ed extracittadina. Ci sarà un tracciato sopraelevato rispettoso della memoria storica e senza soluzione di continuità, così da essere sicuro per pedoni e ciclisti in quanto privo degli attraversamenti stradali a raso che si creerebbero in via don Monza e via Reina con lo sbancamento”.

Ma cosa caratterizza la greenway in questo progetto?: “Le siepi, fitte o appena distanziate tra di loro, delimiteranno il percorso alto. Per quanto riguarda il tracciato è stato rappresentato un percorso ciclopedonale urbano misto che consente la convivenza di differenti tipologie di utenza. La pavimentazione può essere realizzata con un fondo ecologico in terra stabilizzata o, ancor meglio, in calcestre. E’ stato previsto il riutilizzo dei pali della ferrovia e la segnaletica come strutture per l’illuminazione”.

Una soluzione che si presenza come green ma anche low cost: “I costi di realizzazione non sono stati quantificati, ma con queste modalità di realizzazione, si eliminano quelli decisamente alti di sbancamento e asporto della massicciata, dei ponti e dei materiali di risulta, e di ampliamento di via don Monza. L’impatto ecologico dell’idea progetto Green High Line è praticamente nullo in quanto risulta necessaria la sola rimozione di binari e traversine. Via Don Monza può essere messa in sicurezza con la costruzione di un marciapiede ciclopedonale, e con interventi per la limitazione della velocità”.

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Pubblicato il 29 Marzo 2018
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