La direzione Pd si apre con le dimissioni di Renzi, Martina sarà il reggente
“Rassegno le mie dimissioni preso atto del risultato delle elezioni" ha spiegato Matteo Renzi nella sua lettera letta da Orfini in direzione
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È iniziata a Roma la direzione nazionale del Partito Democratico, il primo e ufficiale momento di confronto interno al partito dopo le elezioni del 4 marzo.
Un momento importante perché, innanzitutto, ha sancito l’ufficialità della presentazione delle dimissioni del segretario Matteo Renzi.
Renzi, che non partecipa alla direzione, ha consegnato una lettera dove ha messo nero su bianco la sua volontà di lasciare l’incarico.
“Rassegno le mie dimissioni preso atto del risultato delle elezioni – ha spiegato Renzi nella sua lettera letta da Orfini in direzione -. L’effetto immediato di questa lettera è di avviare le procedure: c’è un mese di tempo per avviare l’assemblea. In quella sede spiegherò le ragioni delle dimissioni”.
Risoluto, nella sua relazione di apertura, anche l’ex ministro Maurizio Martina: “Alle forze che hanno vinto diciamo una cosa sola: ora non avete più alibi. Ora il tempo della propaganda è finito. Lo dico in particolare a Lega e Cinque Stelle: i cittadini vi hanno votato per governare, ora fatelo. Cari Di Maio e Salvini prendetevi le vostre responsabilità”.
Proprio a Martina, vice-segretario del partito, tocca la direzione in questo frangente: “guiderò il partito con il massimo della collegialità e con il pieno coinvolgimento di tutti, maggioranza e minoranze, individuando subito insieme un luogo di coordinamento condiviso”.
Tra i tanti dirigenti iscritti a parlare c’è stato anche il neo senatore Varesino Alessandro Alfieri, eletto tra le fila del Pd proprio il 4 marzo.
“Dobbiamo ripartire con coraggio dall’opposizione – spiega il senatore varesino -. Ripartire dai territori con una discussione vera. Senza la ricerca di capri espiatori, ma assumendosi ognuno la sua parte di responsabilità. Abbiamo bisogno di un’analisi seria di come la globalizzazione ha cambiato la nostra società, di come ha inciso sulle aspettative di futuro delle persone, soprattutto nelle periferie e nelle comunità più piccole. Riprendiamo il cammino dunque, con passione e determinazione”.
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“Lo dico in particolare a Lega e Cinque Stelle: i cittadini vi hanno votato per governare, ora fatelo”. Ma sono parole di Renzi o del suo sacrestano Martina? Ma il PD non ha preso tanti voti quanti la Lega? Che ne pensano gli elettori del PD (un italiano su cinque), di questo declinare di responsabilità e di essere presi a calci da Renzi e zerbini vari?