Il ricordo di Laura Prati, cinque anni dopo
A distanza di un lustro dai tragici fatti del 2013, tante persone scelgono ancora di stringersi insieme nel ricordo della sindaca uccisa
I giorni di luglio sono tra i più lunghi dell’anno e il buio arriva tardi. Cinque anni fa, nel 2013, a Cardano, arrivò al termine di una giornata dolorosa, estenuante. E fu allora che – scesa una vaga frescura – si accesero per la prima volta i lumini sulla scalinata del municipio, per ricordare la sindaca morta quel giorno d’estate, venti giorni dopo esser stata ferita.
Da allora, è un appuntamento che si ripete. Un po’ momento di raccoglimento, un po’ anche per ritrovarsi, intorno ad alcuni simbolo. «Laura non è più qui fisicamente, ma c’è ancora qui insieme a noi» ha detto l’attuale sindaco di Cardano, Angelo Bellora. «Noi saremo sempre qui il 22 luglio, non per la ritualità, ma per una donna che se fosse stata qui con noi – in questi tempi di divisione – lei avrebbe lottato da Laura Prati perchè la nostra comunità fosse unita come un’unica anima».
Ivano Ventimiglia, che con Laura ha condiviso un lungo percorso di militanza (Ds, Pd, ma anche Cgil) ha suonato vari brani che erano anche simboli: l’immancabile Bella Ciao, come nel 2013; l’inno alla partecipazione di Gaber; i Beatles e Bob Dylan. «Let it be parla di una madre che dà speranza, uno dei frutti della vita di Laura lo vediamo questa sera, che ci troviamo qui insieme» ha detto il sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria. «Tutti noi abbiamo capito che nei momenti di difficoltà non si deve avere paura di lanciare messaggi di speranza. Oggi è più necessario che mai».
Il sindaco di Varese Davide Galimberti ha invece ricordato invece Prati sindaco, che «aveva a cuore la propria comunità», ha ricordato che anche oggi si vive una fase con «intimidazioni ad altri amministratori» e ha espresso la «solidarietà non soltanto mia ma di tutti» (il riferimento è al sindaco di Gallarate Andrea Cassani, bersaglio di minacce solo pochi giorni fa).
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C’erano anche le persone più vicine a Laura Prati. Come l’amica Erica D’Adda, ex senatrice oggi presidente dell’associazione che di Prati porta il nome. E i figli e il marito Pino Poliseno, che a distanza di cinque anni ha ricordato con poche sofferte parole la sua perdita: «Laura manca. Manca tanto, ma ci inorgoglisce vedere quante persone sono qui presenti per lei».
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