Nuove tensioni sul Bando periferie, Anci interrompe le relazioni con il Governo
L’incontro doveva servire ad identificare il percorso attraverso il quale ripristinare i fondi dello Stato da destinare al finanziamento dei progetti, compreso quello delle stazioni varesine
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L’Anci lascia la riunione della Conferenza unificata e interrompe le relazioni con il Governo: una presa di posizione durissima che arriva proprio su un punto cruciale anche per la città di Varese, il bando periferie.
“Ci vediamo costretti come Anci, nostro malgrado, a interrompere le relazioni istituzionali e ad abbandonare la Conferenza Unificata”, ha detto il presidente dell’Anci Antonio Decaro lasciando la riunione. “I sindaci non si fanno prendere in giro, non sapevo che nel contratto di governo fosse stato deciso di strappare tutti i contratti fra istituzioni”.
L’incontro doveva servire ad identificare il percorso attraverso il quale ripristinare i fondi dello Stato da destinare al bando periferie. Fondi che, come da accordi già definiti, servono alle amministrazioni locali per finanziare i progetti accolti nel bando. Tra questi, appunto, c’è anche il piano di riqualificazione dell’area stazioni di Varese.
L’episodio è stato subito denunciato dal senatore Pd Alessandro Alfieri: «non solo il Governo pensa di poter prendere in giro i sindaci – spiega Alfieri -, ma oggi in Senato la maggioranza ha bocciato tutti gli emendamenti PD che avrebbero salvato i soldi per tanti progetti. Questo significa che, salvo ripensamenti, Lega e Movimento 5 Stelle sottraggono alla Lombardia 60 milioni e alla sola Varese 18 milioni di euro per la riqualificazione dell’area stazioni. E’ una scelta assurda e incomprensibile: pur di cancellare un progetto iniziato dai governi PD, Salvini e Di Maio penalizzano i cittadini e la città di Varese».
Appena un giorno fa il presidente di Anci Antonio Decaro aveva parlato al comitato Anci (nella foto in copertina) spiegando che “l’incontro con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte sul Bando periferie ha dato finora due esiti: un incontro con i tecnici del Mef per arrivare a una proposta che consenta di mantenere gli impegni delle convenzioni con le città, l’esame in conferenza unificata del dpcm che sanerà l’eventuale incostituzionalità di una parte dei fondi. Attendiamo ora che il presidente del Consiglio dia seguito agli impegni assunti sulla salvaguardia dell’intervento e dei relativi fondi. Ma se quell’impegno non si realizzasse, non avremmo certo timore a protestare, anche in modo eclatante”.
Decaro aveva ricordato di aver tentato di ottenere una correzione sul bando periferie, già nel Milleproroghe, scontrandosi con la volontà politica del governo. “Vediamo ora la proposta del ministero dell’Economia per ripristinare tutte le risorse assegnate con le convenzioni senza bloccare il processo nel suo complesso – continua Decaro – avendo ben chiaro che i fondi degli avanzi di amministrazione e quelli del bando periferie sono ben distinti: i primi spettano ai Comuni in base a sentenze della Corte Costituzionale; gli altri ai Comuni sono dovuti sulla base di convenzioni firmate con il governo a seguito della valutazione dei progetti da parte di una commissione”.
A distanza di 24 ore, però, è arrivato l’episodio che ha fatto saltare il tavolo.
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