Al via l’Osservatorio permanente per monitorare il lavoro transfrontaliero
Questa mattina la firma del protocollo di costituzione del nuovo organismo, di cui fanno parte oltre alla Provincia di Varese, anche sindacati italiani e svizzeri, Camera di Commercio e Comuni di frontiera

La Provincia di Varese, i sindacati italiani e ticinesi, ma anche la Camera di Commercio e i Comuni dell’area di frontiera: tutti insieme per monitorare il fenomeno del lavoro transfrontalieri tra Italia e Svizzera, ma anche per esprimere la voce di un territorio che con i frontalieri ha un legame strettissimo e che coinvolge diversi aspetti, da quello economico a quello sociale, dalle infrastrutture alla programmazione dei trasporti.
E’ questo l’obiettivo dell’Osservatorio permanente sul lavoro transfrontaliero che è stato presentato e ha preso il via ufficialmente questa mattina a Villa Recalcati con la firma del protocollo da parte di tutti i soggetti coinvolti.
«La Provincia di Varese lancia con questa iniziativa un segnale di forte attenzione al lavoro transfrontaliero – ha detto il presidente Gunnar Vincenzi – In questi anni abbiamo molto lavorato su questo tema, sempre coinvolgendo enti e istituzioni del territorio. La nascita dell’Osservatorio conferma la grande attenzione sul tema portato avanti da Provincia, insieme ai sindaci e amministratori dei Comuni di frontiera, agli enti e alle organizzazioni sindacali della provincia di Varese».
«L’Osservatorio sarà un “luogo istituzionale” in cui incontrarsi e confrontarsi non solo sui problemi, ma anche sulle dinamiche sociali e territoriali del frontalierato – ha detto il consigliere provinciale Paolo Bertocchi – uno strumento che ci permetterà di lavorare su un fenomeno che ha numeri importanti e una forte ricaduta sul territorio. Sarà uno strumento utile per continuare ad affrontare una serie di temi, non solo economici, in modo più coordinato e istituzionale che interessano i territori di confine».
L’importanza del nuovo Osservatorio è stat sottolineata anche da Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell’Associazione italiana dei Comuni di frontiera, presente all’incontro insieme ai colleghi dei Comuni a maggior presenza di frontalieri, da Induno Olona a Luino, da Saltrio a Porto Ceresio a Vedano Olona: «L’impatto del lavoro frontaliero sui comuni di frontiera è molto forte, perché la quota dei ristorni costituisce una voce significativa dei bilanci locali: basti pensare che i ristorni del 2017, che arriveranno nel 2019, ammontano a oltre 83 milioni di franchi».
Soddisfazione è stata espressa dai sindacati dei lavoratori, sia da Cgil, Cisl e Uil della provincia di Varese, che dagli esponenti di Unia e Ocst, i due sindacati ticinesi che in questi anni sono stati un importante interlocutore sulla questione e a cui aderisce circa la metà dei quasi 65mila lavoratori italiani che ogni giorno si recano a lavorare in Svizzera.
«L’osservatorio sarà un tavolo di dialogo molto importante e che potrà esprimere il punto di vista del territorio – ha detto Giuseppe Augurusa, presidente del Consiglio sindacale interregionale – Un territorio molto significativo sotto il profilo del frontalierato. Affronteremo, certamente, oltre alla questione economica, anche quelle legate a queste fenomeno come quella della mobilità e della coesione sociale».
Del nuovo 0rganismo farà parte anche la Camera di Commercio di Varese: «L’ente camerale segue la questione dei frontalieri da anni – ha detto Giacomo Mazzarino, dirigente della Camera di Commercio – Ora uno degli obiettivi dell’Osservatorio sarà quello di lavorare alla costruzione di un rapporto con la controparte svizzera anche su temi non solo di natura economica».
L’Osservatorio sarà dunque lo spazio dove affrontare ogni rilevante aspetto del lavoro transfrontaliero che abbia conseguenze e ricadute significative sui lavoratori stessi, nonché sul territorio italiano e ticinese interessati al fenomeno, e più nel dettaglio dovrà:
– monitorare i flussi dei lavoratori frontalieri, in ordine alla tipologie professionali, alla mobilità ed alla viabilità;
– divulgare le corrette informazioni circa gli Accordi Bilaterali Svizzera Unione Europea e loro applicazione a partire dai ristorni;
– valutare ed analizzare i problemi, recepire le istanze dei lavoratori frontalieri, al fine di farsi parte attiva a livello politico nei confronti di tutti quegli Enti, pubblici o privati, che a vario titolo ne sono coinvolti e possono fornire adeguate e ragionevoli risposte alle medesime istanze; nella fattispecie: norme in materia di ingressi di cittadini di paesi terzi, benefici sociali e fiscali, servizi sanitari, formazione, ricollocamento.
Nella mattinata un analogo protocollo è stato firmato dalla Provincia di Como, seconda dopo quella di Varese per numero di frontalieri.
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Rubato a Cavaria nella notte il pickup antincendio della protezione civile: lo trova all'alba una signora nel giardino di casa
Takaya su "In questo momento il numero esatto di letti del futuro ospedale unico non è importante"
lenny54 su A Gaza stanno massacrando i bambini
Felice su Sassi contro gli autobus di Autolinee Varesine, identificati e denunciati gli autori
Felice su Rischiano diecimila euro di multa per aver abbandonato rifiuti nei boschi ad Arcisate
UnoAcaso su Posti letto 'raddoppiati' all'ospedale unico Gallarate-Busto: "Una giustificazione insostenibile"
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.