“I fatti di oggi in via XXV Aprile devono risvegliare le coscienze di chi guida un’auto”
Le parole sull'accaduto del sindaco Galimberti e del vicesindaco Zanzi: “La sicurezza sulle strade dipende dai nostri comportamenti. Finché questo non sarà chiaro la sicurezza non sarà mai abbastanza”

Il sindaco di Varese non ha mezzi termini per esprimere la sua opinione su quanto avvenuto questa mattina, 9 gennaio 2019, in via XXV Aprile, dove una donna ha perso la vita mentre attraversava la strada in quella via del centro.
«Voglio innanzitutto rivolgere un pensiero e le mie condoglianze alla famiglia della signora deceduta questa mattina nell’incidente stradale. Ma i fatti di oggi devono risvegliare le coscienze di tutti sulle responsabilità che abbiamo quando siamo alla guida di un auto – commenta infatti il sindaco Davide Galimberti – Se vogliamo condividere serenamente gli spazi della nostra città ed evitare che questi incidenti si verifichino dobbiamo fare tutti la nostra parte. L’alta velocità in centro urbano, la guida distratta o peggio ancora con l’utilizzo di cellulari e apparecchi elettronici che abbassano la nostra concentrazione, rendono gli automobilisti un pericolo per se stessi e per gli altri».
A lui si affianca il vicesindaco e assessore alla sicurezza: «Nel 2018 sono state accertate 130 violazioni al codice della strada commesse da chi era alla guida utilizzando il cellulare e quasi 200 per la perdita del controllo del veicolo a causa della velocità non commisurata alle condizioni della strada – conferma il vicesindaco Daniele Zanzi – Questi comportamenti non sono più accettabili come non lo sono le critiche per la presenza di autovelox e altri dissuasori della velocità quando poi questi non vengono rispettati. In via XXV aprile c’è il limite di 30 all’ora e in altre strade sono presenti altri sistemi per rendere le strade più sicure. Gli automobilisti devono comprendere la responsabilità che hanno nei confronti di tutti quando sono alla guida».
Dall’amministrazione comunale, quindi, un richiamo alla responsabilità di tutti: «Siamo tutti protagonisti della sicurezza delle nostre strade – ha concluso il Sindaco Galimberti – e la sicurezza dipende da tutti noi e dai nostri comportamenti. Finché questo non sarà chiaro la sicurezza non sarà mai abbastanza».
TAG ARTICOLO
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
Felice su Rubato a Cavaria nella notte il pickup antincendio della protezione civile: lo trova all'alba una signora nel giardino di casa
Takaya su "In questo momento il numero esatto di letti del futuro ospedale unico non è importante"
lenny54 su A Gaza stanno massacrando i bambini
Felice su Sassi contro gli autobus di Autolinee Varesine, identificati e denunciati gli autori
Felice su Rischiano diecimila euro di multa per aver abbandonato rifiuti nei boschi ad Arcisate
UnoAcaso su Posti letto 'raddoppiati' all'ospedale unico Gallarate-Busto: "Una giustificazione insostenibile"
Questo incidente mortale dovrebbe invece risvegliare la coscienza di chi ha voluto l’inutile pista ciclabile e ha messo strisce pedonali che confondono.
Vergogna a chi crede di governare la città!
Egr. scd, l’impegno profuso per creare sicurezza a volte può essere criticato ma è necessario in quanto è l’unico modo per contenere il problema. La invito in Via San Francesco a Inarzo (SP53) per vedere con i suoi occhi quanto accade. Le auto passano a 80-100km/h (con limite 30km/h, presenza strisce pedonali e velox). I cittadini stanno documentando la situazione con video che mostrano quanta incoscienza c’è alla guida di un’auto. Lei cosa farebbe? Mi piacerebbe conoscere il suo parere.
In Italia esiste un sistematico odio malcelato verso chi, controcorrente, decide di utilizzare un mezzo di trasporto che non sia l’auto.