Com’è cambiata la visione del mondo dopo le rivoluzioni scientifiche del XX secolo?
Ne parleranno Mario Agostinelli, sindacalista, ricercatore ambientalista e Fabio Minazzi, direttore del Centro Internazionale Insubrico venerdì 22 marzo al Collegio Cattaneo, in via Dunant 7

Il secolo XX è stato teatro di grandi sconvolgimenti sociali, ma anche di profonde rivoluzioni scientifiche. Quali riflessi hanno avuto questi mutamenti nella visione del mondo, dall’infinitamente piccolo alla scala cosmica, sulle forme di organizzazione sociale e politica del nostro pianeta? Se lo chiedono Mario Agostinelli, sindacalista, ricercatore ambientalista e autore, insieme a Debora Rizzuto, del volume «Il mondo al tempo dei quanti» (Mimesis, 2016), e Fabio Minazzi, direttore del Centro Internazionale Insubrico.
L’incontro è in programma venerdì 22 marzo all’Università dell’Insubria, alle 9 nell’Aula magna del Collegio Cattaneo, in via Dunant 7 a Varese.
Spiega Minazzi: «Nel corso del dibattito verranno esaminate, alla luce dei paradigmi aperti dalla fisica novecentesca, le loro ricadute sul piano dei rapporti sociali e di produzione. Velocità della luce, materia granulare, energia discrete, influenza dell’osservatore sulla realtà, sono concetti quotidianamente presenti nelle
tecnologie di cui ci serviamo, nelle operazioni finanziarie, nelle telecomunicazioni,
nell’organizzazione del lavoro e della produzione, ma non fanno parte della cassetta
degli attrezzi concettuale per protenderci verso il futuro. Meglio ancora: sembra che
oggi molti esponenti dei gruppi dirigenti ragionino come se tutto fosse ancora
rimasto fermo alla fisica di Newton. In questo preciso contesto la tecnologia si sta
rapidamente trasformando in una sorta di tecnocrazia con cui la partecipazione alle
scelte collettive per il futuro è sempre più delegata a pochi uomini».
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