PalAlbani “olimpico”: il comune lancia il project financing
Il Comune di Varese pubblica l'avviso per un'attività di project financing sul palaghiaccio e mette sul tavolo i 2 milioni di "Sport e Periferie". Attenzione all'efficienza energetica, la volta attuale sarà demolita

Comincia ufficialmente quest’oggi il cammino di riqualificazione del PalAlbani, il palaghiaccio di Varese, che ambisce a un ruolo – presumibilmente quello di pista per gli allenamenti delle squadre di hockey – nel cast delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.
Il Comune di Varese, proprietario della struttura (che, lo ricordiamo, non ha un “nome proprio” ma viene indicata con quello della via in cui sorge) ha infatti pubblicato un avviso per individuare un partner che possa sistemare il palaghiaccio con la formula del project financing. Palazzo Estense mette sul piatto una posta importante: il contributo di circa 2 milioni di euro che il bando del CONI “Sport e periferie” ha destinato all’amministrazione varesina proprio con lo scopo di intervenire sull’impianto, che oltre alla pista ghiacciata comprende una piscina altamente frequentata.
Da oggi – giovedì 4 luglio – al prossimo 30 settembre 2019, quindi, gli operatori che intendono proporre il proprio progetto di rilancio del PalAlbani può farsi avanti, rispettando una serie di istruzioni contenute nell’avviso. Grande attenzione è stata riservata all’efficienza energetica, fondamentale per una struttura che da un lato necessita di acqua “molto fredda” (ovvero ghiaccio) e dall’altra di acqua calda per poter nuotare: i meccanismi di scambio termico sono quindi un requisito base per intervenire. Sarà inoltre possibile variare l’aspetto esterno del PalAlbani: la caratteristica copertura attuale andrà infatti demolita (d’altra parte presenta problematiche che Comune e gestori devono periodicamente affrontare) e potrà essere ricostruita con una forma differente rispetto a quella attuale, a volta.
Gli interventi dovranno garantire il mantenimento di una pista ghiacciata adatta a competizioni internazionali di hockey e di pattinaggio di figura (60×30) mentre la capienza degli spalti dovrà essere almeno equivalente a quella odierna che è fissata in 1.464 spettatori (ma, a questo punto, sarebbe utile aumentare i posti, seppure senza tribune faraoniche…). Garantiti anche nuoto libero e attività di avviamento, per quanto concerne la piscina. Tra le altre possibilità previste dall’avviso, ci sono la creazione di una ulteriore pista esterna (anche scoperta), il settore ospiti dotato di servizi igienici autonomi e la presenza di spazi commerciali o legati alla ristorazione; vietato invece il gioco d’azzardo in qualsiasi forma.
«Varese possiede una struttura unica, capace di unire aree dedicate agli sport su ghiaccio e altre al nuoto – spiega l’assessore allo Sport Dino De Simone – Una volta riqualificato, questo impianto avrebbe tutte le carte in regola per essere la casa delle attività di allenamento previste per le Olimpiadi 2026 e potrebbe svolgere sempre di più quel ruolo di attrattore sportivo non solo per la provincia. Per la città questa è un’opportunità da non perdere».
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