Banfi: “Questa Lega assomiglia a un Soviet”

Nota del consigliere indipendente di Saronno Francesco Banfi dopo la sua uscita dall'aula del consiglio comunale di giovedì 31 ottobre

Il consiglio comunale di Saronno, tutti i consiglieri

Nota del consigliere indipendente di Saronno Francesco Banfi dopo la sua uscita dall’aula del consiglio comunale di giovedì 31 ottobre

Il supremo soviet ordina.

In ogni impero comunista tutto è definito e delineato. Con stampo militare.

Non puoi muoverti ed uscire dai ranghi.
Non puoi parlare di alcuni temi scomodi per il soviet.
Le regole comportamentali base sono disconosciute o comunque applicate ad libitum e secondo convenienza del soviet. Un consiliere di maggioranza può apostrofare le minoranze, il sindaco può usare lessico più adatto alle bettole. Possono anche raccontare le barzellette.
Sono assoluti. Novelli Re Sole.

Quando però passano il segno a tal punto da dover essere richiamati perchè chiunque dice “non si fa”, ecco che il soviet deve cogliere l’opportunità per colpire tutti: tutti devono essere “sbagliati”, tutti devono essere colpevoli. Tutto deve essere omogeneizzato, tutto deve essere reso uguale: non può solo sfigurare il sindaco del soviet o un altro dei suoi comunisti. E allora quello che si alza perchè gli scranni sono stretti, quello che parla fuori microfono perchè gli è stata tolta la parola, quello che parla di argomenti scomodi… ogni forma di dissenso va zittita e ricondotta ad un’idea: sbaglia. Il sindaco del soviet deve naturalmente uscirne più pulito possibile: sono loro che sbagliano e lui, poveretto, arrabbiato, confonde l’aula Vanelli col porto del Lura.

Purtroppo per il soviet, però, non tutti siamo comunisti. Io ad esempio sono di estrazione popolare, liberale, democratica, cattolica. Tra me e il soviet comunista si formano per forza di cose frizioni.

Non ammetto e non tollero che dei consiglieri vengano ripresi per inezie soltanto per non dire che quelli che sbagliano sono il sindaco che usa lingaggio scurrile o i consiglieri di maggioranza che offendono le minoranze.

Non ammetto e non tollero che le forme di dissenso debbano essere zittite soltanto perchè portano allo scoperto dei vulnus, delle ferite di cui l’amministrazione e la maggioranza non vogliono parlare.

Non ammetto e non tollero che con toni da reprimenda vengano ripresi i comportamenti dei consiglieri “sempre dopo”. Mai accade che si riprenda qualcuno quando i fatti accadono (o sarebbero accaduti). Già, a pensar male si potrebbe dire che ci vuole tempo per arzigogolare una scusa e vestirla da reprimenda da presentare. D’altra parte è noto che i tempi dei comunisti sono lunghi.

La reazione democratica è più rapida, probabilmente fino alle budella ciò che è avvenuto in quell’aula non è ammissibile: non sto a fare insultare non tanto me stesso, ma i cittadini saronnesi che rappresento.

Francesco Banfi, consigliere indipendente di Saronno

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Novembre 2019
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