Mensa dei poveri, Lara Comi interrogata per oltre 6 ore
Partono a Milano gli interrogatori di garanzia a fronte degli ultimi arresti dell'inchiesta su tangenti e corruzione

È arrivata a Palazzo di giustizia lunedì mattina accompagnata dal suo legale Gianpietro Biancolella ed è stata ascoltata per più di sei ore: Lara Comi, ex eurodeputata di Forza Italia arrestata la scorsa settimana per il nuovo filone dell’inchiesta “Mensa dei Poveri” ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari nel corso dell’interrogatorio di garanzia.
Prima della deposizione l’avvocato aveva detto che «la dottoressa Comi intende respingere le accuse che le sono state mosse e dimostrerà utilizzando anche documentazione che è stata acquisita nel corso dell’indagine, che i reati contestati sono inesistenti» e così sembra aver fatto, respingendo gli addebiti e mostrando ulteriore documentazione.
Nell’ordinanza il giudice per l’udienza preliminare Mascarino aveva usato parole dure nei suoi confronti, definendo il suo modo di agire spregiudicato e disinvolto, punto fortemente contestato dalla Comi stessa: «Comi desidera altresì dimostrare – ha continuato il legale – che le considerazioni sulla sua presunta propensione a non rispettare le regole sono completamente senza fondamento».
Si è avvalso invece della facoltà di non rispondere, per via di problemi di salute e in quanto molto provato dalla situazione, Giuseppe Zingale, ex direttore generale di Afol (non è più in carica dal 1° ottobre) società specializzata in servizi di formazione e lavoro, detenuto in carcere. Il difensore ha chiesto la revoca dell’arresto e in subordine i domiciliari proprio dimostrando il fatto che la reiterazione del reato non sarebbe più possibile in forza delle dimissioni divenute effettive da un mese e mezzo. In questo caso il pm Luigi Furno, presente all’interrogatorio, si è riservato di esprimere il proprio parere sulla richiesta del difensore Francesca Cramis.
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