“Mia zia, Suor Germana”
Nel giorno dell'ultimo saluto uno dei suoi nipoti, Dario, ci dà l suo ricordo "di famiglia" della suora che ha insegnato la cucina di casa a mezza Italia
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Ora Suor Germana sarà per sempre vicina ai suoi fratelli: riposa infatti, dal pomeriggio del 9 marzo, nel cimitero di Caronno Varesino, vicino agli altri fratelli che si sono trasferiti dal paesino del vicentino dove è nata.
Lei e i suoi 7 fratelli (5 maschi e tre sorelle) sono infatti di Crespadoro, un comune verde nella valle del Chiampo.
Martina, che si chiamerà poi Suor Germana, prende i voti presto, e si sposta pochi anni dopo in Piemonte. «Negli anni ’60 mio papà Sante emigra qui per lavoro e, quando lo trova, man mano lo raggiungono i suoi fratelli – spiega Dario Consolaro, suo nipote, che vive ora a Induno Olona con il papà – La prima casa è stata, per tanti anni una cascina a Bosto, in via Berni, dove si viveva tutti insieme (nella foto, un pranzo di famiglia nella cascina di Bosto).
Poi abbiamo dovuto lasciare quella casa, che avevamo in affitto, e ognuno pian piano ha preso una casa sua. Comunque non si sono allontanati molto: noi a Induno, un fratello a Cantello, altri fratelli a Caronno Varesino, dove risiedeva anche lei da una decina d’anni. Negli ultimi anni, al momento di andare in pensione, anche la zia è venuta qui: prima nella casa di Caronno dove vivevano due altri zii, poi nella casa di riposo a Caidate, poco lontano».
I ricordi di Dario sono di una persona straordinaria: «La zia era una persona dinamica, ti dava una gran carica ogni volta che gli parlavi – Spiega, con la voce che ogni tanto si rompe per l’emozione – Aveva fino all’ultimo voglia di spaccare il mondo e aiutare tutti , fino all’ultimo. Aveva sempre in mente di fare o inventarsi qualcosa, scrivere libri e mille altre cose, almeno finchè il fisico gliel’ha consentito».
Suor Germana, negli ultimi anni, era stata colpita da una malattia degenerativa che negli ultimi tempi si è aggravata sensibilmente fino alle peggiori conseguenze. Ma fino all’ultimo ha reagito: «Ha sempre adorato stare insieme ai giovani: è stata una “giovane dentro fino” fino in fondo. Di lei la caratteristica più importante era l’insieme di pacatezza e decisione. E poi è sempre stata una persona moderna: noi andavamo a trovarla spesso nel Punto Familia di Torino, un centro dove faceva catechesi per i fidanzati e insegnava a cucinare e a relazionarsi, e li insegnava già la parità e l’aiuto reciproco».
Dario ci andava da piccolo: «Avevo si e no dieci anni. Ogni tanto si partiva presto dal varesotto con mio papà e mio zio: la si raggiungeva là, si andava a messa con lei e noi giocavamo in quel centro mentre gli zii la aiutavano in riparazioni e modifiche, quando era necessario».
L’ultimo saluto i suoi più stretti parenti gliel’hanno dato al cimitero di Caronno, dove ora riposerà in pace. Un funerale intimo solo a causa del Coronavirus, perchè sicuramente non sarebbero mancati, in tempi meno incerti, le tante manifestazioni di affetto che chi è cresciuto con i suoi consigli e le sue ricette sta ora decretandole sui social.
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