Ottantacinque casi di contagio al don Gnocchi di Malnate
Ci sono 52 positivi tra gli ospiti e 27 tra il personale. Ci sono stati anche sei decessi e altrettante guarigioni. "C'è collaborazione - afferma la sindaca Irene Bellifemine - e si sono attivati subito per contenere i contagi"

La situazione al don Gnocchi di Malnate è critica. I numeri dei contagi stanno salendo di giorno in giorno. La sindaca Irene Bellifemine è in costante contatto con la struttura.
“La casa di riposo sta vivendo un momento di grande crisi e i numeri dei contagi stanno salendo sia tra gli ospiti che tra il personale. Siamo a 52 persone positive tra gli anziani e 27 tra i sanitari. Ci sono stati già sei decessi”.
Nella struttura sono ospitate oltre duecento persone tra la Rsa e gli spazi per le cure intermedie. Tra personale sanitario e amministrativi lavorano circa centocinquanta persone. Avere un così alto numero di contagi preoccupa e non poco.
“Sono sempre stati onesti e trasparenti con noi – racconta la sindaca – e la situazione è grave malgrado si siano attivati subito. Hanno prontamente avvisato Ats che ha fornito i tamponi. Ora scriverò al Prefetto per dare tutte le informazioni sugli sviluppi. All’interno della struttura sono stati presi tutti i provvedimenti isolando quanti hanno contratto il virus. Quando la condizione del personale è diventata così precaria si sono attivati e hanno trovato diverse soluzioni. Alcuni operatori li stiamo ospitando nella casa parrocchiale di fronte alla chiesa San Martino.”
Intanto dalla struttura fanno sapere che condividono l’esigenza di trasparenza con le istituzioni e la popolazione del territorio. C’è un ufficio stampa centralizzato a gestire la comunicazione e fornire così, in condivisione con l’amministrazione comunale le informazioni sulla situazione.
Il centro Santa Maria al monte di Malnate fa parte della Fondazione Don Gnocchi con sede a Milano. Questa, come si legge sul loro sito, “ svolge oggi le proprie attività in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale (oltre a linee di attività privata integrativa e privato sociale) in 28 strutture residenziali e una trentina di ambulatori, organizzati in 9 Presidi territoriali, diffusi in 9 regioni italiane”.
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Fatemi capire, ma tra tutte le case di riposo che sono un macello, come mai non si parla della Fondazione Molina?
Buongiorno Danilo, del “Molina” abbiamo parlato già in diverse occasioni nei giorni scorsi (Qui gli articoli: https://www.varesenews.it/tag/fondazione-molina/ ) e ce ne stiamo occupando anche in queste ore.
(d. f. per la Redazione)