In memoria di Honorè Pitamitz
I ricordi di chi lo ha conosciuto e che con lui ha condiviso parte della propria vita

Varesenews vuole rendere omaggio a chi se n’è andato in silenzio, senza un momento in cui elaborare il lutto, la possibilità di dirsi ciao. Apre un “memoriale” per raccontare chi oggi non è più tra noi.
Si è spento il 14 aprile 2020 all’età di 96 anni Honorè Pitamitz, uno dei simboli degli esuli Dalmati. Era di Zara e viveva a Varese dal 1948.
«Si è spenta un’altra voce degli Esuli in Patria»: è stato il commento alla notizia di Pier Maria Morresi, presidente dell’associazione Giuliani Dalmati di Varese. Esule di Zara, tornato a diciannove anni dal campo di prigionia in Germania a Trieste come profugo, abitava a Varese dal 1948.
Esule italiano in Italia, la sua è una storia che nel secondo Dopoguerra ha accomunato molti italiani, divenuti profughi in patria. Come altri Giuliano Dalmati, che provenivano dall’Istria e dalla Dalmazia, Honorè era venuto a Varese dopo la seconda Guerra Mondiale e a Varese è rimasto fino alla fine dei suoi giorni.
Per tutto il corso della sua vita si è dedicato all’Associazione nazionale dei Dalmati italiani nel mondo: nel secondo Dopoguerra ha intrattenuto diversi rapporti epistolari con molti dalmati esuli nelle Americhe e in Australia. Fu anche atleta della Pallacanestro Varese.
«Con la sua Zara nel cuore – continua Morresi – testimone del profondo legame sempre mantenuto con la terra d’origine e con la sua travagliata storia. Saldo punto di riferimento per la comunità giuliana-dalmata varesina. Sentiremo la sua mancanza». Negli ultimi anni della sua vita ha ammesso che gli mancava il mare della Dalmazia e di Zara, oltre alla cultura, anche una piccola enclave veneta dove tutti parlavano un dialetto saracino-veneto.
«A Varese ha rappresentato con capacità ed entusiasmo la storia dell’esilio giuliano dalmata dove a lungo fu apprezzato Presidente provinciale dell’ANVGD. Assessore agli Esteri dell’Associazione dei Dalmati Italiani nel Mondo, nel dopoguerra per più di trent’anni mantenne preziosi rapporti epistolari con decine di Dalmati esuli nelle Americhe, in Australia e dovunque la sorte li disperse nel mondo dopo la fuga dalla terra natale», ricordano gli esuli dalmati.
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