Una mascherina Fippi a chi arriva in ospedale senza
Lo stock di mascherine arrivato in piena emergenza dopo aver superato il test del Politecnico è ancora per buona parte nel magazzino della Sette Laghi, che ha deciso di farne buon uso

Senza febbre e con naso e bocca coperti.Gli ingressi in ospedale per visite mediche esami diagnostici sono sottoposti a controlli di sicurezza.
È importante indossare la mascherina. Non tutte, però, sono consentite: quelle con la valvola sono vietate perchè ritenute pericolose in quanti proteggono solo chi le indossa.
A chi, quindi, si presenta sprovvisto o con una mascherina inadeguata, i volontari all’ingresso ne consegnano una: si tratta delle Fippi, le famose mascherine realizzate nel periodo di emergenza, con tutte le garanzie di sicurezza ma poco popolari tra i sanitari per le difficoltà a indossarle. Della questione si era occupato Giorgio Arca di Cittadinanza Attiva che ne aveva denunciato pubblicamente l’inutilità e anche la pericolosità.

E questa mattina al check point dell’ospedale Del Ponte si è presentato per verificare l’uso di queste mascherine: « Voglio solo accertarmi che non vengano date a medici, infermieri o personale ospedaliero – chiarisce Arca – qualsiasi altro utilizzo, non mi riguarda».
Le mascherine, testate dal Politecnico che ne aveva valutato la capacità protettiva, erano state inizialmente realizzate troppo blande per cui non coprivano bocca e naso, mentre una seconda versione era più conforme ma sempre poco funzionale per chi lavora in reparto.
Anche all’Asst Sette Laghi era arrivata un’importante partita che giace nei magazzini. Da qui l’idea di darle a quanti devono entrare in ospedale ma ne sono sprovvisti.
Fuori dal Dal Del Ponte troviamo un signore a cui è stata data perchè la sua era inadeguata: « È abbastanza comoda – ci spiega – ma continua a scendere».
Regione Lombardia ne aveva acquistati 18 milioni di esemplari per un costo di 8 milioni di euro. Di queste sono circa 14 i milioni di pezzi nei magazzini.
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