Il PCI: “Anche a Somma non votiamo il meno peggio”
Dopo aver accarezzato l'idea di una candidatura alle comunali 2020, il partito della falce e martello chiarisce la sua posizione e lancia invece la battaglia per il No al referendum

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del Partito Comunista Italiano: dopo aver accarezzato l’idea di una candidatura alle elezioni comunali 2020 di Somma Lombardo, il partito della falce e martello propone ora la sua analisi e chiarisce la sua posizione
Il Partito Comunista Italiano non presenterà una propria lista alle elezioni amministrative del prossimo 20-21 settembre a Somma Lombardo, troppo poco il tempo a disposizione per la raccolta firme e troppa la burocrazia e, giudicando le forze in campo, seppure declinate in modo differente, espressione delle stesse logiche antipopolari e revisioniste, non darà alcuna indicazione di voto.
Nessuno ci venga a parlare di “voto utile” e della necessità di votare i meno peggio tra centrodestra (a Somma due) e centrosinistra.
È palese, sotto gli occhi di tutti, come le amministrazioni guidate dal centrodestra e quelle guidate dal PD abbiano portato avanti le stesse politiche, e noi non ci scordiamo la commemorazione dei repubblichini di Salò nel 2017 a Somma lombardo che ha visto la presenza dei sindaci, di centrodestra e centrosinistra con la fascia tricolore, tra cui il sindaco dell’attuale giunta di centrosinistra di Somma, per noi l’antifascismo e la Costituzione della nostra Repubblica sono fondamentali.
Il centrosinistra d’altronde si è rivelato, di fatto, negli anni, la “tomba” della sinistra.
Proseguire ostinatamente come negli anni scorsi, anche a livello locale, in certe alleanze, non ha fatto altro che indebolire fortemente il fronte comunista e della sinistra di classe.
Ora basta! Occorre altro per ricostruire un certo “tessuto” nel Paese, occorre portare avanti un percorso che dia voce ai cittadini, ai lavoratori, ai precari, a chi ha pagato sulla propria pelle questi anni di crisi aggravati dalle politiche liberiste del centrodestra e di chi, per convenienza, si è mascherato da sinistra senza condividerne valori e sensibilità; due facce della stessa medaglia.
La strada intrapresa sarà forse lunga, tortuosa, difficile ma rimane l’unica da percorrere dalla Costituente del PCI del 2016 e poi rimarcata e rafforzata dal Congresso di Orvieto nel 2018.
Abbiamo riflettuto a lungo circa la possibilità di presentare una nostra lista ed un nostro programma con una proposta di netta alternativa e contrapposizione alle esperienze passate anche a Somma, con maggior tempo a disposizione sarebbe stata probabilmente la strada intrapresa ma, viste le condizioni date, lo scenario politico caotico attuale e la gioventù del nostro progetto in fase di importante costruzione nel territorio, abbiamo ritenuto opportuno rinunciare e continuare nella fase di allargamento del Partito per poterci dedicare, già dalle prossime settimane, a progetti che possano garantire una presenza del PCI con proprie liste o in liste condivise con la sinistra di alternativa, alle elezioni amministrative del prossimo anno, in primis quelle riguardanti Gallarate, Busto, Varese.
La presenza del Partito Comunista Italiano e la sua diffusione sono quanto mai necessarie e fondamentali per la costruzione di una reale alternativa sociale e politica di cui il nostro elettorato di riferimento è, a volte anche inconsciamente, assolutamente orfano.
In tal senso, fin da subito, riprenderemo un’attività politica incessante, a partire dal massimo impegno nella campagna per il NO al referendum per la diminuzione del numero dei parlamentari, un vero e proprio attentato alla Democrazia del nostro Paese, passando per iniziative, incontri, mobilitazioni funzionali al rafforzamento della linea politica del nostro Partito e delle lotte a cui noi Comunisti non possiamo sottrarci.
31 agosto 2020
Partito Comunista Italiano Federazione di Varese
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