Si torna a scuola: a Bisuschio la mensa diventa una lezione di educazione alimentare
Sulla scelta della mensa, che essendo inserita in orario scolastico diventa obbligatoria per tutti, in questi giorni si sta molto discutendo da parte dei genitori

Ritorno a scuola con diverse novità e qualche polemica a Bisuschio, dove a pochi giorni dall’inizio delle lezioni si danno gli ultimi ritocchi agli aspetti organizzativi che le norme anti Covid comportano.
La principale novità riguarda gli orari, con la campanella di uscita che per tutti, alunni di elementari e medie, suonerà alle 14, senza più i rientri pomeridiani due volte la settimana. Questo ha comportato anche una diversa organizzazione dei servizi, in particolare per quanto riguarda la mensa delle scuole elementari.
Tra le diverse opzioni possibili l’Istituto comprensivo ha optato per una soluzione mista: le classi, a turno, andranno in mensa due giorni la settimana, nei restanti tre porteranno il pasto da casa e lo consumeranno in classe.
Proprio sulla scelta della mensa, che essendo inserita in orario scolastico diventa obbligatoria per tutti, in questi giorni si sta molto discutendo da parte dei genitori.
«Una cosa che sta facendo molto discutere e che non trova una risposta chiara è il fatto che hanno eliminato i rientri 2 volte alla settimana e che il servizio mensa sarà attivo nell’orario scolastico, obbligatorio per tutti – riassume una mamma – Inutile dire che nessuno di noi accetta questi termini. Non troviamo corretta l’obbligatorietà di un servizio di cui non si conoscono ancora prezzi e modalità. Per di più i bambini devono mangiare in una lasso di tempo veramente ristretto in cui i bambini dovranno ingozzarsi, noi non siamo d’accordo.Meglio il pranzo al sacco portato da casa o comunque poter scegliere o meno se aderire al servizio mensa».
Obiezioni a cui risponde il sindaco di Bisuschio, Giovanni Resteghini: «La scuola ha scelto la soluzione e per una serie di motivi non è possibile organizzare altrimenti. Con i nuovi orari la mensa entra in pieno nell’orario scolastico, e in questa circostanza diventerà oltre che intervallo per il pranzo anche lezione di educazione alimentare. Negli altri giorni il pasto viene portato da casa e sarà consumato in classe. Non si poteva decidere di lasciare libertà di scelta e dunque dividere le singole classi nella pausa pranzo, perché il personale scolastico non è sufficiente per garantire la necessaria assistenza ai bambini, così come non era possibile, per i protocolli igienici, permettere che parte dei bambini consumassero il pasto portato da casa in mensa. Infine posso smentire chi ritiene che questa soluzione sia stata adottata per non interrompere il contratto con la ditta che gestisce il servizio mensa, perché proprio da contratto, abbiamo la facoltà di sospendere il servizio».
Per quanto riguarda il costo caricato sulle famiglie, il sindaco ricorda che per le famiglie che hanno difficoltà ci sono sostegni economici previsti dal Comune.
Tra le altre novità di questo anno scolastico a Bisuschio, il doposcuola che da tre pomeriggi passa a cinque, andando a riempire il vuoto che si è creato eliminando i due rientri pomeridiani.
«Mancano pochi giorni ed è praticamente tutto pronto – conclude Resteghini – Come Amministrazione comunale abbiamo affiancato la scuola nel percorso di riorganizzazione degli spazi, con interventi di manutenzione straordinaria e restiamo a disposizione per ulteriori interventi».
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