Le difficoltà dei nidi: “Uno su quattro non ha riaperto”
"E chi apre lo fa in perdita". La denuncia dell'associazione di categoria che chiede ai Comuni di redistribuire subito i fondi stanziati dalla Regione
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“A settembre almeno un nido su quattro non ha riaperto, e chi è rimasto lavora in perdita”. A denunciare la situazione di crisi dei servizi rivolti alla primissima infanzia è Barbara Bottan, titolare dell’asilo nido Camminiamo insieme piccoli passi di Busto Arsizio e portavoce regionale dell’associazione “Il mondo dei bambini” cui aderiscono oltre 200 nidi lombardi e che aveva promosso una manifestazione di protesta lo scorso 28 maggio.
Secondo Bottan i nidi che hanno accusato maggiori difficoltà sono quelli medio grandi ma non c’è tempo per piangere sul latte versato: “Bisogna intervenire a sostenere chi è rimasto, altrimenti le strutture continueranno a chiudere, creando un grosso disservizio per le famiglie, soprattutto per i genitori che lavorano”.
Primo passo: che i Comuni inizino a versare i nidi i contributi a sostegno dei servizi all’infanzia stanziati da Regione Lombardia in estate, con cifre maggiori e tempi anticipati rispetto agli anni scorsi proprio in virtù della difficile situazione legata alla pandemia: “Di solito il Pirellone stanzia questi contributi a fino anno”, spiega Bottan che ha già scritto a diversi municipi perché provvedano.
Intanto i nidi che continuano a lavorare devono fare i conti con i maggiori costi dovuti ai protocolli covid, dalle frequenti igienizzazioni alla gestione in piccole bolle dei bambini. “Personalmente ho dovuto assumere una persona in più part-time per le pulizie e ho speso 4 mila euro in adeguamenti strutturali per dividere i saloni dei bambini – spiega Bottan – il tutto senza aumentare le rette per non renderle insostenibili e mantenendo l’orario a tempo pieno del servizio, dalle 6.45 del mattino alle 18.30, come hanno fatto del resto la maggior parte dei nidi associati per rispondere alle esigenze delle famiglie, mentre i pubblici hanno in gran parte rinunciato al pomeriggio“.
In queste condizioni, quando si tirano le somme l’attività risulta in perdita: “Il mio asilo perde 2600 euro ogni mese – spiega Bottan – sto in piedi grazie al prestito speciale causa Covid concesso dalla banca, ma non durerà per sempre”.
A peggiorare le cose il crescente timore dei genitori che iniziano a ritirare i figli dall’asilo per paura dei contagi “ma negli asili i contagi sono bassissimi, allo 0,05% – ricorda Bottan – proprio grazie all’altissimo livello di igiene richiesto per poter offrire un servizio di cui i genitori lavoratori hanno sempre un immenso bisogno”.
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