Raggi cosmici e origine della vita nel nuovo incontro del Gruppo Astronomico Tradatese
L'appuntamento è per lunedì 26 aprile alle ore 21.00 sul sito del Gat con Marco Arcani, un tecnico elettronico che da molti anni si dedica allo studio teorico e pratico dei raggi cosmici

Una delle caratteristiche degli studiosi del GAT, Gruppo Astronomico Tradatese è quella di divulgare la scienza astronomica ad ogni livello, anche su temi assolutamente poco noti e spesso controversi.
Da questo punto vi vista la serata online di lunedì 26 aprile, ore 21 (con accesso libero dal sito del GAT) è davvero emblematica. Marco Arcani, un tecnico elettronico che da molti anni si dedica anima e corpo allo studio teorico e pratico dei raggi cosmici (vedi https://www.astroparticelle.it/) terrà infatti una suggestiva conferenza sul tema: “fulmini e raggi cosmici”, con l’intento di dimostrare una influenza importante di questi fenomeni sulla nascita stessa della vita sulla Terra.
Ogni anno la Terra viene attualmente colpita da circa 0,5 miliardi di fulmini. Ma secondo uno studio pubblicato poche settimane fa da un gruppo di geologi della Yale University, 4 miliardi di anni fa, quando stavano nascendo sulla Terra le prime forme di vita e l’atmosfera (ricca di Azoto, e metano) era molto differente da quella attuale, la frequenza dei fulmini era almeno 10 volte superiore. Secondo gli stessi ricercatori americani appena menzionati, questa intensità di fulmini ha avuto effetti fondamentali per la nascita della vita, attraverso un meccanismo mai prima preso in considerazione. In sostanza, sulla Terra primordiale il Fosforo (fondamentale per la genesi del DNA), si trovava sotto forma di sali come i fosfati di origine vulcanica, assolutamente insolubili nell’acqua. I fulmini però, hanno trasformato questo fosforo geologico insolubile in un composto detto Sheibersite, perfettamente solubile nell’acqua, quindi biologicamente utilizzabile. Il problema è che nessuno sa esattamente cosa provochi i fulmini.
Ma pochi anni fa due ricercatori dell’ Accademia delle scienze sovietiche pubblicarono sulla prestigiosa rivista Physical Review Letters un’ipotesi inizialmente contestata ma recentemente tornata di grande attualità: i fulmini, ossia queste scariche di circa un miliardo di volt potrebbero essere causate dall’interazione delle particelle dei raggi cosmici ad alta energia, provenienti dallo spazio, con le gocce d’acqua che sono all’interno delle nubi temporalesche. I raggi cosmici sono generati nelle profondità dello spazio dalle esplosioni di Supernovae e dai buchi neri al centro di galassie attive. Questi cataclismi accelerano le particelle cariche, costituite per lo più da protoni con energie molto elevate. I raggi cosmici attraversano velocemente lo spazio, e quelli che colpiscono l’atmosfera superiore della Terra generano masse d’aria invisibili ma altamente energetiche, composte da particelle ionizzate e da radiazioni elettromagnetiche. Le particelle ad alta energia prodotte dai raggi cosmici ionizzano l’aria nelle nubi temporalesche, generando una regione con un numero elevato di elettroni liberi. Il campo elettrico del temporale accelera gli elettroni quasi alla velocità della luce, aumentando la rispettiva energia. In seguito, gli elettroni collidono con gli atomi presenti nell’aria, generando un numero maggiore di elettroni nonché di raggi x e raggi gamma. Questa valanga di particelle ad alta energia nella nube, offre le condizioni ideali per indurre un fulmine. È proprio il caso di dire che il legame tra Cosmo e vita è sempre più solido e fondamentale
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