I bustocchi alla riscoperta dei siti di archeologia industriale durante le giornate del Fai
Il sito con più ingressi è stato il Museo del Tessile, ma i cittadini di Busto Arsizio hanno visitato molti siti di archeologia industriale nel corso delle giornate Fai di Primavera, il weekend scorso

Grande successo per le Giornate FAI di Primavera, organizzate dalla Delegazione FAI del Seprio in collaborazione con l’amministrazione comunale di Busto Arsizio, nonostante le norme anticontagio che hanno imposto una limitazione al numero dei partecipanti.
Nelle due giornate di sabato 15 e domenica 16 maggio, sono stati 805 gli accessi ai siti di archeologia industriale aperti: 247 al museo del Tessile, 227 all’ ex Grassi Rudolf Group, 117 all’ ex macello Civico, 114 all’Agorà e al museo della Scherma e, infine, 100 al Molini Marzoli Massari.
«Una grande risposta, una gradita conferma dell’affezione e dell’interesse dei bustocchi per il proprio patrimonio e della attrazione che questo è in grado di esercitare anche al di fuori – ha affermato la vicesindaca e assessora alla Cultura Manuela Maffioli – l’amministrazione prosegue sulla strada intrapresa di un’offerta sempre più di qualità, che riguardi non solo le iniziative, ma anche i beni: punto di partenza di un nuovo futuro culturale e, perché no, anche turistico di Busto».
Il sito più visitato è stato il Museo del Tessile, dove tutti i gruppi hanno fatto registrare il tutto esaurito: purtroppo qualche cittadino che si è presentato senza prenotazione ha dovuto rinunciare alla visita.
In visita al museo domenica pomeriggio anche una Delegata Regionale del FAI, che ha molto apprezzato l’allestimento e i materiali esposti grazie soprattutto alle dettagliate spiegazioni delle guide del servizio di didattica museale, che hanno ricevuto numerosi complimenti da tutti i partecipanti.
Non sono mancati visitatori da fuori città, che hanno scelto di visitare i siti bustocchi perché appassionati di archeologia industriale.
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