Acqua nebulizzata sui tendoni dell’hub vaccinale di Rancio Valcuvia per vincere il caldo
Non c'è ressa nel giorno dei richiami “eterologhi“. Montati bocchettoni per l'irrigazione agricola sul tetto della struttura per abbattere la temperatura interna

Fuori, nonostante il venticello delle valli, 30 e passa gradi. Dentro, dieci di meno, soprattutto nella zona della sorveglianza sanitaria, cioè dove per 15 minuti si deve attendere il decorso “clinico“ del siero dopo l’inoculazione del vaccino.
Il motivo sta in un espediente approntato negli ultimi giorni proprio per combattere la canicola: acqua nebulizzata che raffredda la superficie della grande tensostruttura militare montata al principio di aprile per dare seguito alla campagna vaccinale di massa.
Così si è potuto in maniera efficace abbattere di parecchi gradi la temperatura interna che rischiava di trasformare il tendone in un forno (anche se, a dire il vero, anche prima della “doccia“ le temperature erano del tutto accettabili).

L’idea è venuta la scorsa settimana al sindaco di Rancio Valcuvia Simone Castoldi che ha in poco tempo ideato un sistema piuttosto semplice ma molto efficace, cioè impiegare piccoli bocchettoni per l’irrigazione agricola – offerti dalla ditta Spertini di Laveno Mombello – capaci di nebulizzare l’acqua nella parte della struttura che necessita di una temperatura più basa, quindi quella posteriore, per intenderci, dove avvengono le vaccinazioni.
Un espediente apprezzato dai vaccinandi che anche oggi si sono presentati in oltre mille accessi: attorno alle 12 erano già 700: niente ressa nel giorno in cui era in programma in Lombardia l’inizio della vaccinazione “eterologa” cioè i richiami dei cittadini under 60 che ricevettero la prima dose Asrtazeneca e che da oggi completeranno la copertura con altro vaccino, anche se sembra che per il momento a Rancio Valcuvia siano state effettuate solo dosi di richiamo “Pfizer su Pfizer“ e prime dosi Astrazeneca.
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