“Segnali umani”, al Parco Alto Milanese l’opera d’arte che invita al rispetto della natura
Collocata alla baitina l'opera dell’artista Enrico Cazzaniga realizzata in collaborazione con il professor Giulio Pace e gli studenti del liceo artistico Candiani. Premi anche agli studenti per la Giornata dell'Ambiente

Festeggiata al Parco Alto Milanese la Giornata internazionale dell’Ambiente con un pomeriggio di educazione ambientale organizzato dal circolo Legambiente Busto Verde, presieduto da Paola Gandini. Presente anche la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Megetto, e diversi esponenti dei circoli locali ed il presidente del PAM Davide Turri.
Dopo una prima parte dedicata ai più piccoli, l’esperto Raffaele Bonsignori ha approfondito il tema delle potature a cui è necessario porre attenzione per preservare gli alberi del polmone verde. In questo contesto sono stati premiati gli studenti che hanno lavorato su questo aspetto ambientale.
Quindi la presentazione dell’installazione artistica “Segnali umani” dell’artista Enrico Cazzaniga realizzata in collaborazione con il professor Giulio Pace e gli studenti del liceo artistico Candiani: «Credo che l’installazione artistica sia collocata nel posto più giusto – ha spiegato il presidente del parco Alto Milanese – Davide Turri – in baitina, il punto di maggior fruizione e nel quale è importante sensibilizzare le persone al rispetto della natura, in questo caso tramite l’arte. Parallelamente abbiamo messo in campo diverse azioni contro l’abbandono di rifiuti, dalle sbarre ai sentieri, alle telecamere, passando per la rimozione dei vecchi rifiuti. Tra poco grazie alla collaborazione del Comune di Legnano toglieremo anche dei vecchi pali in cemento nascosti nel bosco da molti anni, e stiamo studiando nuove procedure con i tre comuni per agevolare la pulizia del parco».
Un altro tema che Turri ha approfondito rivolgendosi anche alle scuole, è quello della storia e le specificità del parco, «una campagna fatta di boschi da taglio, dei roccoli usati un tempo per la caccia , di tracciati storici ( tra cui la via Francisca), cassotte agricole intatte come un secolo fa, oltre la fauna e la flora». «La mia convinzione – ha concluso Turri – è che questo parco vada raccontato e capito. Anche questo è un presupposto per un maggior rispetto e cura del luogo».
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