La Sette Laghi avvia il programma di recupero degli interventi chirurgici sospesi. “Entro Natale, tutti chiamati”
Più sedute, orari più lunghi e una gestione unificata delle liste d'attesa. Il direttore sanitario Maffioli spiega la strategia per abbattere le liste d'attesa

Mesi di ritardo a causa dell’emergenza sanitaria. Liste d’attesa lunghissime da recuperare. Dal piano nazionale arrivano i fondi per abbattere le liste d’attesa. Regione Lombardia ha messo sul piatto 100 milioni di euro: 50 per il pubblico e 50 per il settore privato.
5 MESI DI ATTIVITA’ CONCENTRATI IN 4
Anche l’azienda ospedaliera varesina Sette Laghi deve fare il conto con tanti, troppi interventi chirurgici sospesi. Nel primo lockdown la chiusura delle sale operatorie fu quesi totale per disposizione ministeriale. A ottobre l’ondata, particolarmente virulenta sulla provincia, ridusse la capacità a 126 sedute. A gennaio, la Sette Laghi poteva contare su 150 sedute settimanali ma solo in agosto è stata in grado di avviare il suo piano di ripartenza, un piano che la porterà a recuperare lo stesso ritmo dell’ultimo quadrimestre 2019 e aumentarlo di ulteriori 500 operazioni. Praticamente la produttività di 4 mesi sarà uguale a quella di 5 in periodo normale.
Dal mese scorso, quindi, con personale è rientrato dalle ferie, le sale hanno ripreso a funzionare con un ritmo in crescita: in agosto è stata toccata quota 163 sedute ma, da questa settimana, si aumenta a 227 per arrivare, dalla prima settimana di ottobre, a 232. Ogni seduta operatoria prevede due, tre e, a volte, 4 interventi a seconda della complessità: ci sono operazioni molto delicate e lunghe e ce ne sono altre di routine che si svolgono in tempi più rapidi. Rispetto al 2019, quindi, la Sette Laghi offrirà 4 sedute in più alla settimana, con uno sforzo organizzativo oggi reso possibile sia dal personale aumentato in questi mesi sia grazie alle risorse aggiuntive che coprono orari più lunghi.
LA RIVOLUZIONE DEL CUBO
La vera rivoluzione, però, non è legata alle risorse , economiche o umane, ma a un modello organizzativo che riduce sprechi e inefficienze. Un sistema messo a punto per gestire i momenti più drammatici della pandemia, quando l’azienda si trovò a dover assistere oltre 650 malati Covid contemporaneamente, e che ha mostrato i suoi vantaggi. Il Direttore sanitario Lorenzo Maffioli ha affidato la regia di tutta l’attività chirurgica aziendale al “CUBO”. L’acronimo sta per Centrale unica blocco operatorio dove vengono raccolte tutte le liste d’attesa dei diversi chirurghi e anche ospedali.
Una lista d’attesa unica, compilata sulla scorta delle indicazioni di urgenza degli specialisti e la valutazione di un team di “operation management” formata da ingegneri sanitari. Il coordinamento è affidato al dottor Alessandro Bacuzzi, medico anestesista, che ogni giorno raccoglie richieste e informazioni per rielaborare la lista, alimentata quotidianamente da nuove criticità e urgenze: « La programmazione avviene su base aziendale – spiega il responsabile del CUBO – noi abbiamo a disposizione 48 sale chirurgiche totali da cui dobbiamo toglierne 3 all’ospedale del Circolo dedicate esclusivamente ai pazienti con Covid. Poi abbiamo calcolare la variabile dell’emergenza urgenza: la nostra azienda è nelle reti delle patologie tempo dipendenti e siamo trauma center. Sulla scorta di tutte queste variabili e rigidità, ogni giovedì compiliamo il programma operatorio della settimana successiva, diviso per patologie ma anche per gravità di intervento».

L’ospedale di Circolo e il Del Ponte a Varese rimangono i due poli per l’alta complessità. Interventi di media complessità vengono svolti anche al Galmarini di Tradate mentre ai presidi del Verbano afferisce la casistica meno complessa: « Ogni presidio, però – sottolinea il direttore Maffioli – mantiene comunque una sua specificità come a Luino dove abbiamo la chirurgia proctologica mentre nel Verbano verrà implementata l’ortopedia».
Il CUBO è dunque la centrale dove abbattere sacche di inefficienza e ottimizzare ogni risorsa, sia tecnologica sia, soprattutto, specialistica: « Noi abbiamo equipe che si muovono nei diversi presidi – assicura il dottor Bacuzzi – a seconda delle necessità, le diverse figure che compongono il team di sala chirurgica lavorano dove c’è necessità, anche per coprire eventuali sostituzioni».
NEGLI OSPEDALI DI VARESE IL NUMERO MAGGIORE DI SEDUTE
La parte del leone, in questa riorganizzazione chirurgica, spetterà sempre all’ospedale di Circolo di Varese dove le 79 sedute chirurgiche denteranno 125. Al Del Ponte si passerà da 35 a 40 sedute, al Galmarini di Tradate ci sarà un lieve aumento da 22 a 25, a Cittiglio da 15 a 17 mentre Angera vedrà quasi raddoppiare: da 6 a 10 mentre Luino ha già riacquistato dallo scorso giugno la sua capacità massima di 15 sedute settimanali.
DAY SURGERY E CHIRURGIA MINORE
L’altro elemento importante riguarda la chirurgia minore: la bassa complessità e la day Surgery. Erano praticamente ferme dall’inizio della pandemia con gravi disagi per chi era in attesa. Ora tutte le sedute riprenderanno e ci saranno spazi dedicati anche a questo settore.
Il vantaggio del CUBO è anche quello di una migliore gestione del “prericovero” che potrà avvenire il giorno prima così da evitare l’occupazione inappropriata dei letti : la programmazione centrale affina meglio la lista reale dei pazienti da convocare ogni giorno, con la sola eccezionale variabile della grande sofferenza del pronto soccorso che fa scattare il blocco dell’attività chirurgica programmata.
AUMENTATI I LETTI DI TERAPIA INTENSIVA
L’aumento delle sedute al Circolo è resa possibile anche da un aumento dei letti di terapia intensiva: « Ci sono tre rianimazioni più una quarta dedicata al Covid – spiega il professor Luca Cabrini direttore del dipartimento di anestesia – Ogni intervento ad alta complessità va programmato considerando anche la disponibilità di un eventuale letto ad alta intensità di cura. Avere un costante flusso di informazioni e la maggior collaborazione permette di lavorare con maggior precisione in tutte le sale chirurgiche con orari che arrivano fino alle 19».
ENTRO DICEMBRE SARA’ RECUPERATA L’ATTIVITA’ FERMATA DAL COVID
La Sette Laghi è pronta ad azzerare le sue liste d’attesa. I pazienti verranno avvisati una decina di giorni prima dell’intervento. Il dottor Maffioli è ottimista: « Entro fine anno ci auguriamo di aver smaltito il lavoro che il Covid ci ha bloccato».
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