I bikers di Duno si trasformano: da cultori dello sport diventano guardiani del territorio
Rastrello e soffiatore i “Mufloni Valcuvia” risistemano i sentieri che solcano sulle due ruote. Un’attività a cavallo fra sport, volontariato e amore per l’ambiente

Prima il rumore dei soffiatori, poi quello dei freni delle bici e delle urla per avvisare chi forse si trova dietro alla curva di non muoversi, perché stanno arrivando “i Mufloni”.
“Mufloni Valcuvia” è un gruppo di ciclisti amanti della mountain bike partito col giretto serale e della domenica e trasformatosi in una passione che via via ha coinvolto sempre più sportivi tanto da contare oggi oltre una ventina di “duri e puri“ a cui si aggiungono grazie al passa parola in rete tante tante altre persone.
Proprio come avvenuto domenica scorsa a Duno quando il piccolo paese abbarbicato sulle prealpi della Valcuvia ha ospitato oltre un centinaio di atleti per un ritrovo e un mangiata all’aria aperta.

«Troppo tempo abbiamo fatto in casa per i lockdown e la paura. Il gruppo si era un po’ sfilacciato, rischiavamo di perderci di vista ma ora possiamo ritornare a fare quello che più ci piace: andare in bici», dicono.
Ma l’attività di questi sportivi non si è fermata qui, dal momento che i sentieri in questa parte della provincia sono quasi infiniti e le possibilità alle diverse altitudini per muoversi sono davvero molte fra nuovi e vecchi tracciati.
Così, rastrello e soffiatore, i mufloni diventano anche formichine e poco alla volta sistemano, aggiustano e medicano quelle piccola parti di sentiero che gli agenti atmosferici prima ancora che l’abbandono dei boschi (una volta erano, come per la maggiore delle nostre montagne, pascoli).
Un’attività che li vede impegnati per la cura di un territorio che appartiene a tutti e dotato di un potenziale turistico incredibile, tanto che da gennaio nascerà una “Odv” che sta per organizzazione di volontariato dedicata proprio alla cura delle montagne.
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