Il questore di Varese lancia l’appello: “Attenti a non infrangere la legge: interverremo per ogni illecito”
Dopo le denunce a due appartenenti alla galassia “no vax”, i vertici della polizia chiariscono il concetto: “Proclamarsi non violenti non salva dagli illeciti penali”

Il diritto a manifestare si deve fermare prima di andare oltre ciò che la legge prescrive di fare o di non fare, e anche se le manifestazioni contro i “green pass“ e contro i “vaccini“ non hanno matrice ideologico-politica, possono sfociare in gesti che ricordano gli albori dell’eversione che negli anni di piombo, in Italia, uccise migliaia di persone.
Un fatto che le forze dell’ordine non prendono sottogamba. È il senso del discorso molto franco, e al contempo dai toni platealmente aperti a pluralismo e libertà di vedute, quello fatto dal questore di Varese Michele Morelli: attenzione, perché c’è il rischio che molte delle persone che protestano possano essere spinte a pensare di fare qualcosa che sta nei loro diritti. Sbagliando, però, e pagando il conto che la giustizia gli presenta se commettono reati.
Come è avvenuto questa mattina e come potrebbe avvenire anche a breve quando una delle persone ripresa nei video girati a Saronno potrebbe venire raggiunta dalle indagini della Digos di Varese che vuole fare piena luce sugli atti che hanno riguardato scritte ingiuriose – a dir poco – nei riguardi di Pietro Galparoli, politico varesino di Forza Italia, imbrattamenti illegali sulle strade, lungo la Pedemontana e ancora nel centro storico di Saronno.
L’ignoranza della legge non può dunque ammettere scuse, anche alla luce del fatto che i soggetti raggiunti dai provvedimenti frutto delle indagini della magistratura non sono agitatori “di professione“: è esclusa – oggi e in passato – la militanza in gruppi politici di estremisti organizzati e non figurano macchie nella fedina penale dei due denunciati, uomo e donna, uno del Varesotto e l’altra del Comasco.
«Il fenomeno», ha spiegato il questore, «viene gestito sia sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica, sia sotto il profilo giudiziario. Sul primo fronte cerchiamo di evitare criticità per non comprimere i diritti. Ma non sempre questi soggetti hanno la capacità di comprendere che se alcune idee non sono “non violente“ dal momento che infrangono la legge. Il tenore delle scritte, l’istigazione a disobbedire alle leggi dello stato, ma anche altre azioni volte a minacciare, a contravvenire alle disposizioni della stampa o alle leggi che disciplinano le regole per manifestare, infrangono la legge penale e non tutti se ne rendono conto».
Per questo l’appello del questore è chiaro: «Attenzione cittadini: potete esprimere le vostre idee in ogni modo, ma ogni volta che infrangete la legge noi interveniamo, notte e giorno», come hanno dimostrato le indagini della Digos di questi giorni.
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