Lombardia, via libera al bilancio di previsione 2022-2024 del Consiglio regionale
Approvati i conti del Pirellone con il voto contrario solo di 5 Consiglieri del M5S. Brianza: “Noi istituzione virtuosa ed efficiente anche durante la pandemia”

Approvato, con il voto contrario solo di 5 Consiglieri del M5S, il Bilancio di previsione 2022-2024 del Consiglio Regionale.
Il testo, elaborato dalla Vice Presidente dell’Assemblea di Palazzo Pirelli, Francesca Brianza, “ha superato positivamente – ha fatto presente l’esponente della Lega – ogni controllo e siamo riusciti anche quest’anno a garantire per il futuro triennio gli stanziamenti necessari per il buon funzionamento della nostra amministrazione e per l’attuazione degli indirizzi strategici dell’XI legislatura”.
Il costo del Consiglio regionale rimane stabile, per l’anno 2022 prevede entrate per un totale di 76.7 milioni, in massima parte (59.5 milioni) derivante da trasferimenti dalla Giunta regionale, che contribuisce per il suo finanziamento con una cifra pari a 59 milioni per ogni annualità nel triennio 2022-2023-2024. “Nonostante quello passato sia stato un anno particolarmente difficile a causa della pandemia e delle misure di contenimento del contagio da Covid-19 che ha obbligato a un massiccio ricorso allo smart working – ha osservato Brianza – la nostra istituzione non ha tagliato servizi, ma è riuscita a continuare a lavorare con efficienza affrontando anche partite importanti e complesse quali, ad esempio, una riforma complessa come quella del sistema socio-sanitario”.
Oltre che per il suo funzionamento, il Consiglio regionale della Lombardia investe risorse proprie per il funzionamento delle Autorità garanti e per realizzare convegni e attività di pubblico interesse, oltre a sostenere iniziative del territorio. Fra le tante, si può ricordare, ad esempio, il progetto Europa-Lombardia-Enti locali 21-27 – percorsi partecipativi regionali per una nuova strategia europea, sviluppato con ANCI, che impiega risorse derivanti dall’avanzo 2019. “Risparmi sui costi della politica – fa notare Brianza – reimpiegati in maniera virtuosa in un’attività utile, a maggior ragione nei prossimi anni, contrassegnati dalla sfida rappresentata dalla gestione dei fondi europei, in particolare del PNRR”.
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