“Molestata sul treno, mi ha seguita anche in altre carrozze”, le vostre storie di pendolari
Il form che abbiamo condiviso ci ha restituito racconti davvero inquietanti. E non riguardano solo le donne. Su Instagram nasce "Donnexstrada": se sei in pericolo scrivi e parte una diretta

Il caso più sconcertante è quello di Vera: sul treno semi deserto diretto a Busto Arsizio, alle 19 di sera, si è ritrovata con un uomo che ha cominciato a masturbarsi. Vera si è spostata, ha cercato altri passeggeri e ha trovato una carrozza con altre due donne. Lui l’ha seguita e ha continuato a molestarle con gesti di autoerotismo fino a quando tutte e tre non hanno deciso di andare in testa al treno, chiedendo aiuto al capotreno, che, a quanto pare, non è intervenuto.
Ma non ci sono solo le testimonianze di donne nell’articolo che abbiamo pubblicato ieri Sicurezza sui treni: raccontaci la tua storia da pendolare.
Gli uomini raccontano di aver spesso incrociato bande di ragazzini che sul treno si comportano da boss, disturbano, aggrediscono i passeggeri che “osano” anche soltanto guardarli in faccia: «Crescono i gruppetti di ragazzi che oltre a non indossare la mascherine – scrive Raffaello -, fanno battute per cercare una reazione, si siedono intorno a ragazze da sole e anche senza fare nulla fisicamente ma facendo battute anche pesanti incutono disagio alle persone».
«Vandalismo, passeggeri ubriachi, duelli a colpi di bottiglie rotte (testimone oculare) nelle stazioni, risse, ma anche episodi di bullismo tra ragazzi essendo i treni un ambiente sostanzialmente non controllato» aggiunge un ragazzo che si firma “Pendolarestufo” e che usa la tratta Milano-Domodossola; Milano-Luino; Milano-Varese(Nord). «I treni moderni danno una sensazione di sicurezza in più essendo dotati di telecamere, ma poco cambia. I controllori inoltre sono sostanzialmente impotenti davanti alle cose che succedono e devono chiudere un occhio per evitare di ritrovarselo nero, tante volte, o peggio. Sarei a favore della polizia sui treni ma anche nelle stazioni».
La sicurezza sui treni è un problema trasversale anche se è inutile negare che le donne corrano rischi in più come dimostrano i casi di violenza sessuale accaduti a Venegono Superiore e sulla linea Milano-Varese.
Dall’inizio di dicembre, quando sono avvenute le aggressioni in stazione, si moltiplicano le iniziative per chiedere maggiori controlli e sulla proposta di dedicare alcune carrozze solo alle passeggere si è aperto un dibattito che vede contrapposte due linee di pensiero: da una parte c’è chi pensa che le “carrozze rosa” isolino ancora di più le donne, dall’altra c’è chi ritiene che siano utili perché messe a disposizione di chi si sente minacciata e può decidere liberamente di salirci.
Un’interessante iniziativa è nata invece su Instagram: si chiama @donnexstrada: se si è in strada e non ci si sente sicure, basta scrivere in DM alla pagina di Instagram (cioè un messaggio diretto) e una delle donne che gestisce il gruppo farà partire subito una diretta. Lo scopo è duplice: tenere compagnia a chi sta camminando o viaggiando e chiamare i soccorsi dovesse capitare qualcosa. Perché non chiedere subito l’intervento del 112? Perché non è detto che serva.
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