Sesto Calende dice addio a Gian Barbieri, grande fotografo e animatore culturale
Artista della fotografia, ha collaborato con i grandi nomi del secolo scorso e alcune sue foto sono in mostra in importanti esposizioni internazionali. Lo ricorda Roberto Caielli

La comunità di Sesto Calende dice addio a Gian Barbieri fotografo, animatore e organizzatore culturale della città lacustre. Barbieri ha innovato in Italia il modo di fare fotografia lavorando fianco a fianco con i grandi nomi, come Gianni Berengo Gardin, Paolo Pellegrin, Jack Casale, Luigi Ghirri, Fulvio Roiter e altri.
La fotografia di Gian Barbieri racconta storie vere, non inganna. Una fotografia che, in quanto dichiaratamente soggettiva, sa essere più ‘onesta’ di tante descrizioni ‘obbiettive’: questa è stata la maniera con la quale Gian Barbieri ha interpretato la sua passione per questa moderna forma espressiva, per questo nuovo linguaggio dell’uomo moderno per indagare e raccontare la realtà. Memorabili le sue foto degli operai e dell’ambiente di fabbrica alla Vetreria e alle Ferriere di Sesto Calende che hanno fatto il giro del mondo
Barbieri è stato anche un animatore e organizzatore di cultura, tra i fondatori della ProSesto, ad esempio del prestigioso Premio Cesare da Sesto negli anni ’60 e di altre iniziative d’arte e cultura nel territorio delle province di Varese e di Novara. È stato promotore della rinascita dello Spazio Cesare da Sesto negli anni ’90 proseguito lungo due decenni con molte mostre prestigiose per la città. E ancora l’amicizia con molti artisti di cui è stato anche ritrattista: un lungo elenco dal quale si può scegliere tra tutti Lucio Fontana. Un impegno portato avanti con costanza, intelligenza e con il suo carattere combattivo, fatto di passione per le idee e schiettezza vera nell’esprimere sempre la propria opinione.
Infine Barbieri è stato anche un cittadino al servizio della comunità attento ai suoi problemi, a lungo membro della Commissione Edilizia comunale dove ha esercitato sempre il suo ruolo con equilibrio, onestà e disinteresse, come testimoniano le conferme condivise negli anni da amministrazioni di diverso orientamento politico.
Lo ricorda Roberto Caielli: «Ci sarà modo di ricordare degnamente Gian Barbieri, la sua bella persona, la sua generosa, intelligente e creativa presenza sulla scena culturale sestese e anche su quella civica. Animatore e costruttore della Cesare da Sesto con la sua inseparabile Marisa, alla quale va un grande abbraccio. Il ruolo di primo piano che ha avuto nella produzione artistica contemporanea, a livello nazionale e internazionale con le sue opere esposte al Museo d’Arte Moderna di New York nella mostra dedicata alla fotografia italiana. La sua vivacità intellettuale testimoniata dall’amicizia con i maggiori artisti del secondo novecento. E infine, ma non per ultima, ricordo la sua umanità, la sua disponibilità e l’amicizia che ha regalato a molti di noi in tante e tante ore di lavoro insieme. Un caro abbraccio a Marisa, Lia e alle amatissime nipoti».
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