Brianza: “Sospensione dello sconto benzina, le rilevazioni dell’ambasciata sono assolutamente da rivedere”

le dichiarazioni Francesca Brianza, vicepresidente del consiglio regionale lombardo e dal 2018 nella Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera sulla sospensione dello sconto

Francesca brianza

Anche Francesca Brianza, vicepresidente del consiglio regionale lombardo e dal 2018 nella Commissione speciale per i rapporti tra Lombardia, Istituzioni europee, Confederazione Svizzera e Province autonome, è contrariata dalla notizia della sospensione dello sconto benzina.

Una notizia arrivata a meno di 24 ore  dal deposito di una sua mozione in consiglio regionale che chiede di rivedere i metodi con cui l’ambasciata italiana rileva i prezzi della benzina nelle zone di confine svizzere, metodi  che hanno causato questa sospensione malgrado il divario tra le pompe di benzina al di là della frontiera italiana sia tornato a essere significativo.

«Oggi è arrivata la notizia, ma visto come sono fatte le rilevazioni ce la potevamo aspettare  – commenta con voce sconsolata Francesca Brianza – Se vado in una qualsiasi app trovo in un attimo i prezzi della benzina praticati anche oggi, in qualunque pompa di benzina, anche oltre frontiera. La rilevazione effettuata dall’Ambasciata d’Italia invece riguarda solo otto distributori, di cui oggi due non hanno dato risposta; dei distributori presi in considerazione uno è nei pressi di Bellinzona e un altro a Melide, quindi non nelle immediate vicinanze. Diciamo che una rilevazione di questo tipo se poteva essere sufficiente negli anni addietro ora non risponde più. Sarebbe più opportuno rilevare i prezzi praticati dai distributori nelle immediate vicinanze di un qualsiasi valico dove, come noto, si concentra la maggior parte dei distributori di carburante proprio per il fenomeno del “pendolarismo del pieno”. In questi distributori immediatamente a ridosso dei valichi, peraltro, il prezzo dei carburanti viene già normalmente espresso in euro proprio per agevolare la clientela italiana».

Usando altri metodi anche l’ambasciata si renderebbe conto della diversa situazione oltre confine: «I prezzi della benzina praticati nelle pompe di confine in Svizzera sono, come è facile vedere nei siti internet che confrontano i prezzi dei distributori, notevolmente inferiori al prezzo medio italiano. E al 4 febbraio, giorno che ho monitorato come riscontro per la mia mozione, i distributori svizzeri al confine praticavano prezzi variabili tra 1,64 euro e 1,76 euro al litro per la benzina, mentre il prezzo medio italiano per la benzina, nell’ultima rilevazione settimanale del MISE, raggiungeva 1,79 euro al litro. A questo poi si deve aggiungere che la rilevazione effettuata dall’Ambasciata d’Italia prende in considerazione anche la benzina verde a 98 ottani, notoriamente meno economica della 95 ottani e utilizzata da una platea di utenti numericamente inferiore».

La mozione della consigliera Brianza chiede di adottare, presso gli organi competenti “tutte le iniziative possibili perchè la rilevazione dei prezzi carburanti praticata dall’Ambasciata d’Italia nella Confederazione Svizzera sia adottata con modalità consone tali da rappresentare più efficacemente la reale situazione dei prezzi praticati nel territorio svizzero di confine, calcolando la media del prezzo del carburante su un numero sufficientemente ampio di distributori e con un metodo che sia realmente rappresentativo dei prezzi applicati nelle zone di confine che causano il pendolarismo della benzina”.

«Ovviamente, lo chiedo a chi è competente perchè la Regione non può alzare la cornetta e dire a chi lavora in ambasciata come fare il loro mestiere – conclude Francesca Brianza – Io posso solo dire che per come lo stanno facendo oggi, il risultato è un dato assolutamente falsato».

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 09 Febbraio 2022
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