Perizia cinematica sul mezzo di cantiere per l’infortunio mortale di Bodio Lomnago
Il gravissimo infortunio sul lavoro costato la vita a un uomo di 50 anni al centro delle indagini preliminari per risalire alle precise responsabilità

Eseguita l’autopsia, l’esame tossicologico sulla vittima, ora la procura della repubblica di Varese continua la ricerca di eventuali responsabilità sul gravissimo infortunio costato la vita a un uomo di cinquant’anni, un lavoratore edile, a dieci giorni dal Natale scorso nel cantiere per il centro sportivo della Rogorella, a Bodio Lomnago.
Il pubblico ministero Federica Recanello ha disposto la perizia cinematica sulla “betonpompa“ parcheggiata quel giorno lungo la strada di accesso di destra rispetto alla alla grande cava di cantiere per il getto delle fondamenta in calcestruzzo.
E proprio questo materiale che viene risucchiato dalle potenti turbine del macchinario era l’obiettivo della squadra al lavoro quel giorno: bisognava far arrivare le gettate nel punto prestabilito. Purtroppo qualcosa non ha funzionato: il mezzo si è inclinato impennandosi su di un lato e probabilmente il “becco“ di uscita del calcestruzzo, all’estremità del lungo braccio meccanico, ha schiacciato il povero Vasile Atomei, classe 1970, rumeno di nascita ma varesino d’adozione assunto ai primi di dicembre dopo un periodo passato senza lavoro.
Una tragedia che si chiama infortunio sul lavoro, piaga infinita che falcia lavoratori di ogni età e causa, in media, nel nostro Paese, la morte di tre persone ogni giorno, senza contare i feriti, anche gravi.
Ora dunque sarà la perizia a voler far luce su cosa sia accaduto quel martedì pomeriggio quando inutili furono le corse dei mezzi dei vigili del fuoco e delle ambulanza che accorsero per cercare di salvare la vita all’operaio morto probabilmente sul colpo.
Per questo risultano indagate sette persone: oltre al responsabile della sicurezza del cantiere ci sono altre cinque persone, i responsabili delle aziende siciliane riunite in consorzio per l’esecuzione dell’appalto che il Comune aveva vinto aggiudicandosi i fondi del bando «sport e periferie» per realizzare il centro sportivo; e per questo risulta indagata anche la sindaca del paese, difesa dal legale Andrea Zanotti.
Il cantiere dove è avvenuta la morte del povero Vasile Atomei risulta ancora sotto sequestro.
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