Una camminata da san Vitale ai Calimali fra bandiere della pace e preghiere, la valle Olona dice “No alla guerra”
Dalla chiesa di San Vitale a Gorla Maggiore fino ai Calimali, centinaia di persone hanno camminato fianco a fianco per la pace e per dire no alla guerra

Dire valle Olona significa pensare alla storia del suo fiume, al passato industriale della zona, alle comunità che sono sorte in questo territorio vasto e a tratti eterogeneo. Ma dire valle Olona, da questo 4 marzo 2022, significherà anche far riferimento alla voce forte con cui i cittadini di Castellanza, Marnate, Olgiate Olona, Gorla Minore, Solbiate Olona, Gorla Maggiore e Fagnano Olona hanno detto “No alla guerra”.

In tanti hanno infatti risposto all’invito dei Sindaci a camminare insieme dalla chiesetta di san Vitale a Gorla Maggiore fino all’Approdo dei Calimali, nel territorio fagnanese, per manifestare a favore della pace, contro questo e tutti i conflitti che causano solo sofferenza e devastazione.
«Siamo andati oltre i campanilismi, oltre le differenze, per essere insieme in questa valle che ci unisce per dire No alla guerra – ha commentato Marco Baroffio, sindaco di Fagnano Olona, parlando a nome di tutti i sindaci al suo fianco – Grazie a tutti i cittadini per la loro partecipazione, siamo stati un fiume di persone uniti per chiedere la pace».

E, in questo fiume, c’erano bambini, donne e uomini di tutte le età, tante bandiere della pace, qualche cartello e, soprattutto, tanta partecipazione. Chi ha scelto di camminare in valle questa sera lo ha fatto con convinzione, con il desiderio di dare il proprio contributo, seppur simbolico, alla pace in Ucraina.
«Non possiamo più pensare alla guerra come soluzione, ogni guerra è un fallimento della politica, non esiste una guerra giusta e lascia il mondo peggiore rispetto a come lo ha trovato»: queste parole di papa Francesco sono state scelte dal decano fagnanese don Federico per il momento di riflessione finale. I sacerdoti della valle non hanno fatto mancare la loro presenza, così come i rappresentanti di Croce Rossa e Caritas, in prima linea nel raccogliere aiuti per la popolazione colpita dalla guerra.

Un momento di profonda unità ha dunque reso la valle Olona ancora più bella: non solo fiume, non solo prati e scorci, non soltanto il passaggio e l’operosità dell’uomo nel tempo, ma tante persone che camminavano insieme, comunità capaci di essere unite in un messaggio di speranza.
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