A Gallarate sono arrivati i profughi della guerra in Ucraina
Sono arrivati poco dopo le 16 i primi profughi, mamme e bambini, parenti di ucraini che vivono in città e che li ospitano

A Gallarate sono arrivati i profughi della guerra in Ucraina. Stati accolti in municipio, come segno di presenza della città. Parenti di ucraini che vivono a Gallarate, che sono fuggiti con mezzi propri e oggi sono ospiti nelle case di zii o cugini.
Tre mamme, una nonna, sette bambini: un totale di undici persone.
Le tre famiglie non si conoscevano: vengono da Kiev, Odessa e Chernivtsi, in tre “angoli” diversi del Paese. Sono arrivati con canali “normali”: alcuni in bus, una mamma ha guidato da sola per quattro giorni, in auto.
L’attacco all’Ucraina, le bombe e i rifugi antiaerei
Raccontano i bombardamenti, le difficoltà alle frontiere in queste ore. Nei disegni dei bambini, consegnati al sindaco Andrea Cassani, hanno rappresentato l’accoglienza a Gallarate e anche i padri rimasti a difendere: «Mio fratello è rimasto là a combattere a Odessa, i miei genitori non hanno voluto lasciarlo», racconta Tania, che vive a Gallarate e ha accolto la cognata con i nipoti e altri connazionali. «Non dimenticherò il rumore delle bombe mentre bombardavano le nostre città» racconta una donna da Kiev. «I bambini urlavano. Mio figlio grande si è spaventato molto, ora non riesce più a dormire».

Vitalina ha accolto la figlia e la nipotina che vengono da Chernivtsi, la “Gerusalemme sul fiume Prut”, storico centro ebraico ucraino, vicino al confine con la Romania. «Sono arrivati in bus: un viaggio lungo, con il gelo», ci racconta. – sotto ai monti Carpazi – a differenza di Kiev e di Odessa è ancora lontana dalla linea del fronte attuale (mentre l’invasione avanza) ma l’impatto è stato tremendo: «Siamo dovuti correre nei rifugi, i bambini piangevano» racconta la figlia di Vitalina. Altri raccontano delle case derubate, chiedono preghiere per la loro terra invasa.
L’accoglienza nelle famiglie a Gallarate: “Speriamo di tornare quanto prima”
«Come Gallarate ci impegneremo per assistere tutti i parenti di ucraini gallaratesi che scappano – dice il sindaco Andrea Cassani -. Non facciamo raccolte, ma apriremo un conto corrente diretto per raccolta di fondi per chi scappa dalla guerra».
Con il viaggio appena concluso, ora le famiglie devono trovare un minimo di normalità: i bambini sono stati invitati alla festa di Carnevale, le mamme devono riposare. Pensano con preoccupazione ai padri rimasti nella loro terra, ma ostentano anche la certezza che la guerra volgerà a loro favore. «Credo che l’Ucraina vincerà, il nostro popolo è forte, i nostri uomini stanno combattendo» racconta una mamma scappata da Kiev. «Vi ringraziamo molto: nonostante la vostra accoglienza calorosa speriamo di tornare a casa quanto prima».
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