A Gemonio in pizzeria vola il barattolo della salsa tartufata, la cuoca: “Sono stata ferita”
Processo a Varese per lesioni aggravate. La zuffa per un bisticcio che ha mandato su tutte le furie il titolare, con tanto di arrivo dei carabinieri

Luglio bollente in una pizzeria di Gemonio oramai cinque anni fa quando venne consumato un episodio che ha dato il là alle carte bollate e che in questi giorni ha portato in tribunale un uomo, titolare di un ristorante pizzeria del paesino della Valcuvia, accusato di lesioni aggravate. A denunciarlo la cuoca del ristorante che nel corso di un bisticcio si sarebbe presa una scheggia di barattolo contenente salsa tartufata alla coscia destra, con tanto di foto della ferita esibite davanti al giudice. Un episodio dal sapore della più popolare epopea da B-movie anni Ottanta che però può avere conseguenze importanti per le parti in causa. Gli ingredienti ci sono tutti: il ristorante e le parolone, il litigio (con poi gli schiaffi), e l’immancabile arrivo dei carabinieri a rimettere le cose a posto.
Da quanto emerso martedì in aula dunque il 28 luglio 2017 in una pizzeria di Gemonio la cuoca, accusata di aver alzato il gomito, viene a male parole col proprietario: nel ristorante in quel momento ci sono tre dipendenti (due camerieri e una barista) il compagno della cuoca, il datore di lavoro e la moglie di quest’ultimo: tutti sentiti in aula.
Il diverbio si accende, la cuoca esce dalla cucina con in mano un vaso di vetro contenente salsa tartufata che appoggia «in malo modo» su di una superficie a portata di mano del ristoratore il quale, imbufalito per l’alterco la ghermisce per scagliarla subito dopo a terra con forza. Qui l’unica cosa certa è che il vetro contenente burro aromatizzato al tartufo va in mille pezzi. Perché secondo la persona offesa un coccio sarebbe servito da arma per colpire la donna stessa, che ha patito una ferita alla coscia della gamba destra. Per i testimoni finiti in aula oggi (la moglie del principale e una barista) sono state invece le semplici schegge “d’impeto” ad aver attinto la donna, che però esce dal locale e chiama i carabinieri. I militari della stazione di Laveno Mombello arrivano sul posto, trovano la donna sanguinante e stilano un verbale oltre ad assistere all’arrivo del figlio della donna ai fornelli che schiffeggia il titolare: «Mamma non si tocca». Da qui la denuncia della cuoca oggi in aula per raccontare la sua versione. Il 7 dicembre verranno ascoltati altri testimoni di questa vicenda e poi, forse, arriverà il verdetto: bagatella o reato di lesioni aggravate?
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