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Musica
Icone del passato in concerto con Riki Cellini in scena a Varese
Sabato 23 aprile al Salotto di viale Belforte 178
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La “Canzonissima” di Riki Cellini è più che altro un’intuizione mediatica forte, oltre che un singolo citazionista dei decenni più iconici di sempre: gli anni ’70 e ’80. L’idea è giusta, quanto lo spettacolo che il cantante ha messo a punto e che sabato 23 aprile è in scena al Salotto di viale Belforte 178 in centro città a Varese, alle ore 21:30 (prenotazioni +39 334 1980628).
Un omaggio alla memoria, a quell’immaginario pop in cui siamo stati immersi per anni e che torna a ondate col solo intento di regalarci una spensieratezza carica di ricordi. La “Canzonissima” di Riki è prima di tutto una grande festa. Un concerto all’insegna del buon umore e alla voglia di ritrovarsi che spazia dalla teatralità dei brani in repertorio, alla coinvolgente leggerezza di un viaggio musicale divertente, divertito e mai banale. Un autentico mash-up tra pop d’autore, funky, soul e disco music in una performance vissuta e suonata con grande passione.
Una regia funzionale che racconta la nostra storia: la trama è data dalla struttura del programma televisivo di allora, ogni sera gli annunci della “signorina buonasera”, la gara musicale, ospiti, lustrini e pailettes. Tutto naturalmente, dopo il Carosello.
La line-up è quella consolidata di sempre, formata da Valerio Baggio, Michele Gentilini, Alberto Venturini e da Simona Zambetti.
In scaletta i brani entrati nella storia della musica italiana e internazionale citati nel single “Canzonissima” in streaming e digital download su tutte le piattaforme. Da Raffaella Carrà a Renato Zero, dagli Earth Wind & Fire ai Village People passando dagli inediti degli ultimi album di Cellini “Niente di Nuovo” e “Rettoriano”, il disco omaggio a Donatella Rettore.
Una fotografia di un periodo felice non solo del nostro immaginario che ha ricevuto consensi autorevoli come quello del Maestro Peppe Vessicchio: “Canzonissima: il superlativo del sostantivo ‘canzone’ rappresenta in modo emblematico il sentimento che circolava in quegli anni riguardo al potere mediatico-culturale di questa forma musicale. Evocarne i contenuti farà bene perché ci riconnette a quello che siamo attraverso quello che eravamo. Un passaggio indispensabile per storicizzare quello che tutti noi proviamo a fare.”
(foto di Mario Rota)