La sanità privata pronta a lavorare per recuperare le liste d’attesa ma chiede deroghe ai budget
Il tema è stato al centro dell’assemblea generale di Aiop Lombardia presieduta dal dottor Dario Beretta e tenutasi all’ospedale San Raffaele
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«Aiop Lombardia condivide l’impegno dell’amministrazione regionale nel migliorare l’offerta sanitaria partendo proprio da una tempestiva erogazione delle prestazioni sanitarie richieste sia da parte delle strutture pubbliche che da quelle private».
Il recupero delle liste d’attesa è stato uno dei temi al centro dell’assemblea generale di Aiop Lombardia presieduta dal dottor Dario Beretta e tenutasi all’ospedale San Raffaele.
Il grande lascito dei due anni di emergenza è stata la consapevolezza che in ambito sanitario la programmazione può essere stravolta da eventi improvvisi.
«Ora – afferma Beretta, che guida l’associazione che riunisce oltre 100 strutture sanitare private della Lombardia – di fronte alle necessità mutate e agli obiettivi recentemente prefissati sul recupero delle prestazioni bisogna pensare e nuovi cambiamenti e deroghe ai budget annuali predefiniti».
Il legislatore durante la pandemia è stato di fatto costretto a derogare, anche se in misura ridotta, ai tetti di spesa previsti dalla spending review, limiti che non facilitano le iniziative e le potenzialità degli imprenditori della sanità che nonostante tutto continuano ad investire in nuove tecnologie e infrastrutture ospedaliere all’avanguardia.
«Per esempio – ricorda Beretta – le strutture private per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali, proprio nel tentativo di rispettare al meglio i tempi di erogazione, nel corso degli anni hanno fornito gratuitamente a favore del servizio sanitario regionale un numero notevole di prestazioni, con una produzione ben superiore al limite del 106% previsto dal contratto. L’integrazione tra pubblico e privato – prosegue il presidente Aiop – passa dunque anche da questo tipo di attività. E’ un modello vincente che va implementato e che, anche per quanto riguarda il recupero delle prestazioni arretrate, si sta concretizzando con la completa adesione e integrazione al call center regionale da parte delle strutture private». Ma per dare risposte ai cittadini Aiop Lombardia invita le istituzioni a intavolare un ragionamento condiviso sui budget.
«Le premesse sulle liste d’attesa – precisa Beretta – sono che non possiamo non tenere conto delle prestazioni perse durante la pandemia, a cui si sommeranno le nuove prenotazioni, e poi che stiamo attraversando il periodo probabilmente più difficile sul fronte della carenza di personale medico e infermieristico. Entrambe le circostanze allungano purtroppo i tempi di prenotazione ed esecuzione e, stando alla nuova normativa, ciò porterebbe a pesanti decurtazioni. Inoltre un ulteriore elemento da tenere in considerazione è che molto frequentemente l’incremento delle prestazioni non è attuabile nei centri più attrattivi sia per i limiti strutturali, per esempio le potenzialità delle sale operatorie, sia per la carenza di personale medico specialista pocanzi citata».
Beretta a nome di Aiop Lombardia conclude con due richieste «Le strutture private sono pronte a fare la propria parte ma chiediamo l’opportunità di riconoscere per il 2022 agli erogatori sanitari un budget unico complessivo di struttura, con tetti variabili quanto alle attività per lombardi e fuori regione, e proponiamo di valutare la possibilità di assegnare maggiori risorse attraverso l’assegnazione di integrazioni contrattuali. Questo permetterebbe di garantire l’erogazione di un maggior volume prefissato di specifiche ulteriori prestazioni».
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