Non solo siccità, il vero problema è la dispersione idrica. La situazione nel Varesotto
Colpa di reti vetuste diventate nel tempo, qua e là, dei "colabrodo". Per trovare le falle nelle tubazioni e ripararle Alfa ha deciso di utilizzare una tecnologia d’avanguardia, che prevede l’utilizzo di un satellite
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Non solo siccità. È ormai noto, anche se se ne parla molto di più in queste settimane, che le dispersioni idriche rappresentano un problema nazionale da sempre.
Ma se quando l’acqua sgorga copiosa dai nostri rubinetti il problema slitta nelle agende di politici ed amministratori pubblici, in periodi come questo la necessità di intervenire si fa impellente.
«In provincia di Varese – aveva detto il presidente di Alfa Paolo Mazzucchelli – le perdite d’acqua, cioè la differenza tra acqua prelevata da pozzi e sorgenti e quella effettivamente recapitata alle utenze ammonta al 40%». E 40% è la media nazionale di acqua che si disperde: ciò significa che ogni 100 litri immessi nella rete di distribuzione, 40 sono persi e non arrivano ai rubinetti delle case.
Una cifra davvero preoccupante, colpa di reti vetuste diventate nel tempo, qua e là, dei “colabrodo”. Per trovare le falle nelle tubazioni e ripararle Alfa ha deciso di utilizzare una tecnologia d’avanguardia, che prevede l’utilizzo di un satellite. In pratica, il satellite “fotografa” il terreno e, grazie ad un apposito software, viene localizzata l’acqua e quindi verificare dove ci sono le perdite, sovrapponendo i dati a quelli del WebGis, cioè la mappa digitale di tutte le reti (i dettagli in questo articolo).
Ma una volta individuata la perdita che cosa succede? Lo spiega Pietro Galante, responsabile del reparto “Conduzione degli acquedotti”: «La pre localizzazione delle perdite occulte è già stata effettuata – spiega – Ora abbiamo una fotografia precisa dei punti in cui le perdite non sono visibili. Abbiamo quindi redatto una lista di comuni in cui dobbiamo intervenire con una certa priorità. I tempi sono però lunghi perché si tratta di mandare squadre di uomini sul posto, in ogni singola via, perché procedano a verificare, con metodi tradizionali, se davvero c’è una perdita e nel caso intervenire riparandola».
Tra i comuni che hanno in questo momento la priorità su tutti gli altri ci sono Saltrio, Clivi, Viggiù, dotati di un sistema unico acquedottistico, Montegrino Valtravaglia e Cadegliano Viconago. Nei primi tre comuni è in vigore come altrove l’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua per scopi non domestici e sanitari, ma a Viggiù sono già arrivate anche le cisterne.
«Abbiamo delle procedure di emergenza che prevedono vari step per ogni comune – spiega ancora Galante – Si parte da eventuali azioni correttive, se si prospetta la mancanza d’acqua, poi si passa alla fase pre emergenziale e quindi a quella emergenziale, con razionamento diurno e servizi sostitutivi d’emergenza. In questo momento sono 22 i Comuni che hanno emesso ordinanze, ma la nostra attenzione è concentrata sui cinque che hanno più problemi, legati appunto anche alla dispersione idrica».
Gli interventi devono tenere conto di molte variabili, la pioggia certo, ma anche la fluttuazione della popolazione nel weekend quando in alcuni comuni il consumo dell’acqua aumenta.
«Alfa è pronta ad attivare diverse strategie per sopperire alla mancanza di acqua, strategie che prevedono interventi più strutturali, quindi non solo autobotti per dare ausilio ai bacini di compenso ma anche l’interconnessione delle reti»
Insomma, un piano B c’è, ed è già approntato. Per ora è quel che si può fare. Resta da concentrarsi su una strategia più complessa che preveda la riqualificazione di tutta la rete idrica, nazionale, non solo locale.
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