Galbiati, appuntamento con Varese: “Vidi Komazec fare 200 su 212 al tiro”
L'allenatore di Vimercate sarà il braccio destro di Matt Brase sulla panchina della Openjobmetis. «Il club del cuore di mio papà. Qui una società forte e un progetto a lungo termine»

Il ruolo che gli è stato conferito, quello di associate head coach, non è generalmente in uso nel basket italiano. E proprio le innovazioni che la Varese di Luis Scola sta portando avanti sono state una molla per Paolo Galbiati, 38enne allenatore di Vimercate, che affiancherà Matt Brase sulla panchina della Openjobmetis e che lo ha affiancato anche oggi in sede di presentazione a Masnago.
«Sono lombardo, so bene qual è la storia di Varese, la squadra di cui mio papà è tifoso. Io non lo ero ma ho avuto modo di ammirare ed amare tanti giocatori con questa maglia a partire dai Roosters dello scudetto, di quando ero ragazzo, Pozzecco e Meneghin su tutti. E la prima volta che venni al Campus ammirai lo straordinario Arijan Komazec: disse a un coach di voler fare 200 canestri prima di andare in doccia. Fece 200 su 212 al tiro».
Per Varese, Galbiati ha rinunciato al suo ruolo di assistente della Nazionale: «Ci ho sofferto, senza dubbio, ma qui ho un orizzonte diverso, posso guardare a tanti anni e non a una stagione singola. Varese ha un progetto che sembra molto serio, ha una proprietà con a capo Luis Scola, un consorzio solido, tante persone che gravitano attorno al club. E poi Toto Bulgheroni che non si perde un allenamento, un coach e un general manager (Brase e Arcieri ndr) con lunghe esperienze in NBA: vedo un percorso con un obiettivo forte, quello di portare la Pallacanestro Varese lontano dalla sofferenze degli anni scorsi, verso un gradino più alto».
Lo scorso anno il giovane allenatore ebbe modo di affrontare quattro volte la Openjobmetis, incontrandola nelle sue diverse forme. «Si è vista la forza della società che ha avuto la capacità di ribaltare la squadra in un momento difficile. Hanno convinto tutti quelli rimasti a credere in un sistema di pallacanestro diverso e ci sono riusciti centrando la salvezza. È chiaro che la stagione sia girata con quella striscia di vittorie per certi versi incredibili, lì si è tracciato un solco. L’anno prossimo la squadra giocherà ad alti ritmi, con tanti possessi: servirà che tutti siano allineati e credano in questo sistema, il nostro compito è quello di favorire ogni giorno questo processo».
La mansione di Galbiati sarà anche quella di accompagnare il percorso di Matt Brase che ha una certa esperienza negli USA ma è un esordiente assoluto in Europa e in Italia. «Sarò il suo braccio destro e armato: il mio compito è quello di mettere Brase nelle migliori condizioni per preparare le partite e quindi anche quello di fargli conoscere tutti gli aspetti. Dagli arbitri ai giocatori avversari e via dicendo. Farò di tutto per aiutarlo».
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