Operazioni fraudolente ed evasione: arrestato un professionista di Como

I reati contestati sono dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento dell’imposte. La finanza ha anche disposto il sequestro dei beni per un valore stimabile in oltre 3 milioni di euro

guardia di finanza como

Dichiarazione fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento dell’imposte: sono le accuse mosse a un commercialuista comasco contro cui la Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco ha eseguito, questa mattina, una misura cautelare personale. I reati, secondo l’ipotesi accusatoria, risalirebbero al periodo da settembre 2015 a giugno 2019. La finanza ha anche disposto il sequestro dei beni per un valore stimabile in oltre 3 milioni di euro.

I provvedimenti, emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Como, su richiesta della Procura della Repubblica, coinvolgono, oltre al professionista, alcune società, una società cooperativa sociale ONLUS, una SRL, una SRL semplificata ed una società cooperativa a responsabilità limitata  aventi sede in Lombardia e da questi gestite o comunque ritenute a questi riconducibili.

Le indagini condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Olgiate Comasco hanno accertato che il professionista:

a) quale amministratore unico di una società cooperativa a responsabilità limitata, a fronte di servizi di consulenza fiscale e tenuta della contabilità ed elaborazione paghe, falsificava fatture e contratti, modificandone l’oggetto in servizi di intermediazione finanziaria, così applicando all’importo fatturato una indebita esenzione ai fini IVA. Ciò gli consentiva di annotare in contabilità, quali operazioni esenti ai fini dell’IVA, ricavi che avrebbero dovuto scontare l’aliquota IVA ordinaria del 22% e di esporre, nei modelli IVA annuali, un debito IVA pari a zero;

b) quale amministratore unico di una società cooperativa a responsabilità limitata-SCRL (fino al 20.07.2017) e successivamente di una società cooperativa sociale Onlus, al fine di consentire ad altra società cooperativa a responsabilità limitata, a lui riconducibile, l’evasione sull’IVA e le imposte dirette emetteva, nei confronti di quest’ultima, 4 fatture a fronte di operazioni inesistenti nel 2017, 4 fatture a fronte di operazioni inesistenti nel 2018, 5 fatture a fronte di operazioni inesistenti nel 2019, per un valore complessivo di oltre 1.360.000,00 euro;

c) a fronte di un personale debito erariale di oltre 600.000 euro, derivante da una evasione IRPEF per gli anni 2014, 2015 e 2016 ed al fine di occultare al Fisco il proprio patrimonio, alienava fittiziamente al coniuge la totalità delle quote di partecipazione della SRL e della SRLS, sopra menzionate, trasferendo così al coniuge il diritto di proprietà su terreni ed appartamenti ricadenti nel patrimonio delle citate società. Dette quote venivano ulteriormente e fittiziamente trasferite ad una società di diritto marocchino (che in occasione dell’acquisto veniva rappresentata come procuratore speciale dal medesimo professionista). Il corrispettivo della compravendita delle quote pari a 300.000 euro (sebbene il patrimonio posseduto dalle stesse fosse già stimato in almeno 1.500.000 euro) veniva versato in favore della moglie del professionista, che a sua volta lo rimetteva nuovamente nella disponibilità della SCRL, attraverso un’operazione di aumento del capitale della medesima società;

d) inoltre, a fronte di un debito erariale di oltre 200.000 euro a carico della sopra menzionata società cooperativa a responsabilità limitata (beneficiaria delle fatture per operazioni inesistenti emesse dal professionista), nella sua qualità di presidente del consiglio di amministrazione della cooperativa, sottoscriveva polizze assicurative (in cui egli stesso ed i propri familiari comparivano come beneficiari) per un valore pari ad oltre un milione di euro, pagate con assegni tratti dal conto corrente della cooperativa ed intestandole ad altra SRL, interamente partecipata dalla società marocchina, cui aveva trasferito l’intero patrimonio familiare.

Le irregolarità accertate, in sede ispettiva, hanno riguardato:

a) alterazioni documentali contabili e fiscali finalizzate ad evadere l’IVA sui corrispettivi incassati, a fronte delle prestazioni professionali erogate dall’indagato;
b) emissione di fatture per operazioni inesistenti tra società, intestate o riconducibili al menzionato professionista;
c) assenza della finalità mutualistica della cooperativa, operativa negli anni 2013 – 2017 e assenza dei requisiti legali della Onlus, già a partire dall’anno 2017;
d) conseguente sfruttamento illegittimo delle agevolazioni fiscali riservate alle organizzazioni prive di scopo di lucro;
e) ricorso sistematico all’evasione di imposta mediante gestione di società per scopo di lucro personale;
f) utilizzo di schermi societari e operazioni simulate e fraudolente finalizzate ad occultare l’ingente patrimonio personale e di famiglia, con l’unico fine di sottrarlo alle procedure erariali di riscossione.

E’ stato, pertanto, disposto dal G.I.P., oltre al provvedimento coercitivo, anche il sequestro finalizzato alla confisca, anche per equivalente, nei confronti della ONLUS e del professionista fino a concorrenza della somma di 368 073,31 euro; il sequestro, finalizzato alla confisca, anche per equivalente delle intere quote del capitale sociale della SRL e della SRLS (quanto al reato di cui all’art. 11 del d.lvo 74/2000), rappresentative dell’intero patrimonio dell’indagato;  il sequestro finalizzato alla confisca, anche per equivalente, delle somme ed altri beni della società cooperativa a responsabilità limitata e della persona fisica sino alla concorrenza della somma complessiva di 1.050.000 euro (quanto al reato di cui all’art. 11 del d.lvo 74/2000).

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Pubblicato il 19 Settembre 2022
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