“Beato chi ci viene”: in tanti per la visita guidata tra le cappelle del Sacro Monte di Varese
Entusiasti i partecipanti alla giornata organizzata da Archeologistics all'interno della rassegna che prevede un focus sui beni Unesco della provincia. Domenica 30 si replica
Un iscritto dalla provincia di Monza-Brianza, un’altra da Milano, alcune residenti in provincia di Varese e poi la storia di Chiara, che viene da Torino e conosce bene il Sacro Monte di Belmonte e desidera confrontarlo ad altri: dopo essersi recata lo scorso anno al Sacro Monte di Varallo Sesia e Orta San Giulio, ha scelto di prendere l’auto in direzione Varese per scoprire anche quello varesino.
Sono solo alcune delle storie dei partecipanti alla visita guidata di domenica 23 ottobre, organizzata da Archeologistics all’interno della rassegna “Beato chi ci viene”, realizzata mediante il bando regionale “Ogni giorno in Lombardia“: grazie a questa iniziativa vengono proposte visite guidate gratuite nei beni Unesco della provincia di Varese, fra cui Sacro Monte.
Tutti dotati di ombrello – ma per nulla intimoriti dalla pioggia – hanno ascoltato attenti le spiegazioni di Lorenza Giacardi, storica dell’arte e membro di Archeologistics, mentre salendo la cappelle si fermava ad arricchire ciascun luogo di aneddoti e informazioni sulla sua realizzazione.
Ogni sosta ha regalato suggestioni diverse, grazie alle caratteristiche delle quattordici cappelle, dedicate ai misteri del Rosario, che conducono al santuario di Santa Maria del Monte, luogo di pellegrinaggio sin dal Medioevo, che funge da quindicesima cappella. Una visita nell’atmosfera magica dell’autunno, in un tappeto di foglie colorate che rendeva più pittoresca l’atmosfera.

Una volta arrivati al borgo, in una meritata sosta, il gruppo si è fermato a commentare l’esperienza appena conclusa con apprezzamenti per il fascino senza tempo del Sacro Monte e la generosità della guida nell’offrire spiegazioni e curiosità, senza dimenticarsi di trasmettere, in primis, il proprio entusiasmo per questi luoghi.
Infine, la visita alla Cripta del santuario con il conservatore del museo Baroffio, l’architetto Carlo Capponi, che, abituato quotidianamente a lavorare fra queste volte e affreschi, non ha nascosto di continuare a provare emozione nell’ammirare queste opere d’arte.

Il Sacro Monte ha dunque conquistato tutti, grazie alla preziosità dei tesori presenti e alla passione delle guide che hanno condotto il gruppo a spasso nella storia. Domenica prossima si replica: un’altra salita lungo il viale delle Cappelle sta per partire.
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