Per il doppio stupro di Venegono Inferiore ancora uno slittamento
I fatti al principio di dicembre 2021 che portarono in carcere due giovani, ma una delle vittime li scagiona

Sono in carcere da quasi un anno dopo essere stati colpiti dal fermo predisposto dalla Procura, e in questi giorni è in corso il processo che li vede imputati di un reato pesantissimo: violenza sessuale aggravata. Di fronte al giudice due giovani, sospettati di una doppia violenza per l’esattezza: una, consumata in treno sul convoglio che in ora serale di dirigeva verso Sud, quel venerdì sera 2 dicembre 2021, l’altra, tentata alla sala d’aspetto della stazione di Venegono Inferiore.
E proprio da qui, dalla vittima che era in aula nell’ultima udienza si deve ripartire per fare il punto della situazione di un processo che potrebbe riservare diverse sorprese: mentre la ragazza aggredita e abusata in treno riconobbe i suoi aguzzini, la seconda vittima della violenza non ha riconosciuto uno degli imputati presenti in aula, né ha riconosciuto il secondo aggressore fra le foto segnaletiche presentate sempre in aula dal pubblico ministero, mentre ha riconosciuto uno dei due aggressori in un album ad essa presentato dal difensore di uno dei due imputati che con indagini difensive sarebbe riuscito a risalire a chi potrebbe avere delle (pesanti) responsabilità penali per quanto accaduto quella sera.
Un punto cruciale del processo, insomma, che arriva dopo l’esito dell’incidente probatorio sul colbacco indossato da uno dei due sospettati dove però non vennero trovate tracce del dna degli attuali imputati. In aula già nella precedente udienza, poi slittata ad oggi, martedì 4 ottobre e nuovamente slittata, era prevista l’escussione di altri testimoni.
C’è dunque attesa per la prossima udienza, in programma ai primi di novembre, quando verranno sempre dinanzi al Collegio sentiti gli operanti delle forze dell’ordine (le indagini vennero condotte congiuntamente da Mobile e Reparto Operativo, polizia e carabinieri), i viaggiatori presenti quella sera sul treno oltre alla seconda vittima aggredita a bordo del convoglio.
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