Il “fantasma” del Piano Urbano della Mobilità a Gallarate
Il primo incarico è stato dato a una società due anni e nove mesi fa, ma poi è scomparso dai radar. Se n'è parlato in consiglio, ma il tema tornerà in commissione tra due settimane
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Che fine ha fatto il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile a Gallarate? È un tema che è già stato posto nei mesi scorsi: era stato dato un incarico a una società privata, c’è una bozza (non detto condivisa dalla amministrazione, che pure ha dato l’incarico), ma il documento è scomparso, nel senso che non è mai approdato in aula, sostanzialmente perché non convince la maggioranza.
Il caso del Pums – questa la sigla del piano – era stato sollevato qualche mese fa da Giovanni Pignataro (Pd). Che sottolineava l’importanza di un documento di inquadramento per fare passi avanti sulla mobilità sostenibile, ciclistica e non solo, ma richiamava anche l’utilità più generale. Messaggio ribadito lunedì sera in consiglio comunale, con una interrogazione a risposta immediata, nel cosiddetto “question time”: «Senza Pums il Comune non può partecipare a tutti i bandi sulla mobilità: per farlo l’ente deve avere questo strumento programmatorio approvato» ha incalzato Pignataro. «Per quale ragione il Pums non è ancora stato sottoposto al Consiglio e quali sono i tempi previsti perché ci arrivi?».
L’assessore all’urbanistica Sandro Rech ha fatto il punto, non senza qualche accenno polemico. «Non mi risulta di avere rilasciato dichiarazioni su una presentazione del piano nel giro di due mesi, come invece sento dire da qualcuno (la citazione era nel testo dell’interrogazione, ndr)». Ma a parte questo, a che punto siamo? «Certifico l’invio di tre bozze da parte della società, si tratta sostanzialmente della stessa documentazione che è stata inoltrata in diversi momenti. Gallarate – ha aggiunto – vive una situazione urbanistica particolare», visti i tanti capitoli anche strategici aperti, come la partita ospedale unico. «Stiamo valutando una sinergia che tenga conto di un maggior numero di varianti per fornire una soluzione che sia più centrata su Gallarate». Insomma: pare che il piano non convinca. Nel frattempo peraltro alcuni interventi vanno avanti (esempio nella foto di apertura: nuovo cordolo di protezione alla corsia ciclabile in viale Milano)
In consiglio comunale Pignataro ha anche chiesto la convocazione di una commissione congiunta Territorio-Lavori pubblici, «per valutare i prossimi passi». Commissione che è stata nel frattempo convocata per l’8 novembre. «Saranno passati due anni e dieci mesi dal conferimento dell’incarico per il piano, pagato a una società privata ma rimasto in un cassetto). In ogni caso, almeno ora un primo passaggio di discussione dovrebbe esserci.
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