Il Varese sfida il Brusaporto di Filippo Carobbio: “Bellissimi ricordi, ma domenica voglio vincere”
L'allenatore dei bergamaschi ha giocato due stagioni ai piedi del Sacro Monte. "Per me è stata la rampa di lancio per la carriera, eravamo un gruppo giovane e unito"

Il Varese non riesce proprio a uscire da una situazione difficile, resa ancora peggiore dalla separazione da Donato Disabato (leggi qui), che ha dato uno scossone a tutto l’ambiente biancorosso. Il campionato di Serie D però non aspetta nessuno e domenica (20 novembre, ore 14.30) i ragazzi di mister De Paola dovranno affrontare una difficile trasferta in terra bergamasca, più precisamente in casa del Brusaporto. (Foto Facebook – Calcio Brusaporto)
Alla guida del “Brusa” c’è una vecchia conoscenza del “Franco Ossola”: Filippo Carobbio. Centrocampista dal mancino educato, Carobbio fu uno dei componenti del Varese dei primi anni 2000 con Mario Beretta in panchina. Una delle squadre che ha saputo più emozionare il pubblico varesino, ricca di giovani di talento e capace di due campionati di buon livello. Poi una lunga carriere in Serie B, 32 presenze in Serie A con la Reggina e una squalifica di due anni in seguito all’inchiesta denominata “Last Bet”, riguardante il mondo del calcioscommesse.
Mister Carobbio, che cosa significa per lei affrontare il Varese?
Per me Varese porta sempre bellissimi ricordi. È una piazza importante che ciclicamente va in difficoltà e non si capisce bene il motivo. Per la storia meriterebbe molto di più e credo che con la Serie D non c’entri nulla. Da una parte fa piacere affrontarla, dall’altra mi dispiace pensando che dovrebbe stare in altre categorie.
Ai piedi del Sacro Monte, in due stagioni, dal 2000 al 2002, è stato protagonista con 50 presenze e 5 gol tra campionato e Coppa Italia. Cosa ha significato per la sua carriera?
È stata la mia rampa di lancio. In biancorosso, dopo un inizio difficile, le cose sono andate molto bene, anche con mister Beretta. Eravamo un gruppo giovane e unito con tanti giocatori importanti e che poi hanno avuto una grande carriera come Balzaretti, Sorrentino, Gasbarroni e altri. Stavamo bene insieme e questo ci ha permesso di fare due bei campionati, il secondo anno addirittura sfiorando i playoff.
Che ricordi ha dei due anni di Varese?
Ricordi bellissimi. Anche le persone che erano intorno alla squadra erano quelle giuste al posto giusto. Con noi giovani si rideva e scherzava, anche mister Mario Beretta e il direttore sportivo Stefano Capozucca. C’era un ambiente bello, peccato perché poi negli anni dopo ci sono state difficoltà. Mi ricordo che ancora prima della fine della stagione, con Beretta ancora alla guida della squadra, ci fu presentato mister Morales, che sarebbe subentrato l’anno dopo. Fu una cosa molto strana e lì per lì la prendemmo sul ridere. Poi purtroppo però le cose per il Varese andarono male.
E domenica che Varese si aspetta?
Non so cosa aspettarmi perché ho letto che non passa un buon periodo e che Disabato, sicuramente un elemento importante, è stato messo fuori rosa. Questa situazione può essere un’arma a doppio taglio e dipenderà da come reagiranno i giocatori. Magari questa situazione i spronerà a dare ancora di più.
Ci presenta il suo Brusaporto?
È una squadra molto giovane, disponibile e con ragazzi bravi moralmente e calcisticamente. Un mix che fa sì che mi ascoltino e mi seguano. In questi due anni abbiamo fatto un buon calcio, sul quale basiamo il lavoro e i risultati. Per quello che abbiamo fatto finora in campionato credo che i punti in classifica ptevano essere ancora di più. Lo dico senza essere presuntuoso, perché vedo come lavorano i ragazzi e le capacità che hanno. Il nostro obiettivo è la salvezza ma abbiamo grandi valori che possono spingerci lontano
Che gara si aspetta?
Come detto prima, una squadra in difficoltà può avere reazioni diverse. Non sappiamo bene chi ci troveremo di fronte, ma sicuramente è partita che noi vogliamo e dobbiamo vincere, sempre consapevoli di quello che siamo e che possiamo fare.
Come valuta finora il Girone B e cosa dovremo aspettarci per i prossimi mesi?
Dopo 11 partite un pochino si può fare un quadro generale, ma credo che i valori rimarranno questi fino alla fine del campionato, con il Lumezzane grande favorita. Dalla zona playoff alla zona playout ci sono tante squadre che si equivalgono per valore tecnico e la differenza la faranno motivazioni e dettagli. Il Girone B è sempre stato molto equilibrato; serve concentrazione e stare sul pezzo, altrimenti rischi di perdere punti, come successo a noi domenica in casa della Caronnese, passando dallo 0-2 al 2-2.
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