Villa Paradeisos è in vendita: la “perla giapponese” di Varese sarà battuta all’asta come un’opera d’arte
La residenza, nota ai varesini perché teatro di numerosi eventi negli ultimi anni, è stimata tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Racchiude un giardino giapponese che è un unico in Europa

A Varese ci sono ville così belle da essere considerate un’opera d’arte e come tali vengono vendute. È il caso di Villa Paradeisos, una perla che si affaccia su via dei Campigli, a due passi dalla prefettura in una delle zone più signorili della città con vista sul lago e sulle alpi innevate.
La prestigiosa abitazione è ufficialmente in vendita e sarà battuta ad un’asta di vendita il prossimo 7 febbraio curata dall’agenzia Finarte, non a caso una realtà che fino ad ora si è occupata della compravendita di opere d’arte.
La residenza, nota ai varesini perché teatro di numerosi eventi negli ultimi anni, è stimata tra gli 8 e i 10 milioni di euro e oltre alla bellezza dei suoi giardini, alla ricchezza delle opere d’arte che custodisce si porta dietro una storia trentennale ricca di aneddoti e visite illustri che ruotano intorno alla famiglia Cremante.
La scelta di vendere
Oggi l’abitazione è di proprietà di Franco Cremante e della moglie giapponese Sumiyo, e proprio le origini nipponiche di quest’ultima caratterizzano la storia recente di villa Paradeisos che è diventata conosciutissima in Giappone.
«Viviamo qui dagli anni ‘90 – racconta Cremante che, tra le altre cose è stato il fondatore in Italia delle attività della compagnia internazionale di consulenza manageriale McKinsey -. Ci siamo trasferiti da Parigi a Milano per crescere i nostri figli ma mia moglie desiderava un luogo lontano dalla città e soprattutto un giardino. Eravamo indecisi tra una villa sul Lago di Como e villa paradeisos: la bellezza della natura della provincia e, soprattutto, di questa casa, ci hanno fatto scegliere Varese».
Cresciuti i figli e visti gli impegni che portano i coniugi Cremante a viaggiare per il mondo la scelta di vendere è risultata inevitabile.
Una villa famosa in Giappone

Tra i mille aneddoti che hanno caratterizzato la storia recente di villa Paradeisos un tratto distintivo è la cultura giapponese. In primis perché la villa ospita un giardino giapponese che è unico in Europa, disegnato e realizzato da uno dei più famosi Maestri di Arte dei Giardini dell’Università di Tokyo negli anni ’90 e da una equipe interamente giapponese, che a questo scopo per la prima volta aveva lasciato il Giappone.
Ma non solo. Per questa villa è nato un vero e proprio culto in Giappone: «Qui era venuta una delle principali catene televisive giapponesi – racconta Cremante -. La troupe televisiva è stata qui per due settimane e quando mia moglie è tornata a Tokyo veniva riconosciuta per strada».
La biblioteca e le visite di Umberto Eco

Tra i tesori di villa Paradeisos anche una biblioteca sterminata: «Io sono un bibliofilo fin da quando ero piccolo – racconta il padrone di casa -. Oggi qui ci sono 33mila volumi e ricordo che c’era una acceso confronto con Umberto Eco quando veniva a trovarci . Lui di volumi ne aveva 36mila.
I visitatori illustri
Da villa Paradeisos negli anni sono passati molti personaggi illustri. Oltre ad Umberto Eco è passato Akio Morita, vera icona giapponese e fondatore niente di meno che della Sony. Ma non solo: «Qui sono passati artisti da ogni parte del mondo, sono davvero tanti i ricordi che ci porteremo dietro con la nostra famiglia – racconta Cremante -. Sono anche molto contento che negli ultimi tempi, con l’apertura straordinaria in occasione dei mercatini, siano venuti a trovarci anche moltissimi varesini. Abbiamo visto i nostri giardini pieni di gente, di famiglie e bambini che giocavano ed è stato davvero molto bello».
La visita virtuale dell’abitazione
La visita virtuale dell’abitazione è resa disponibile dal gruppo Finarte
La storia di Villa Paradeisos
La proprietà è rintracciabile nelle mappe teresiane (fine ‘700) e fu rifatta nell’800 fino alla definitiva sistemazione negli anni ‘20 da parte della famiglia del più importante gruppo industriale locale all’epoca (birrerie, tessiture, concerie, aziende agricole).
Gli attuali proprietari, Italo – Giapponesi, subentrarono nel 1990 e dedicarono quattro anni alla completa ristrutturazione di tutti gli apparati tecnici – riscaldamento, infissi, impianto elettrico e di sicurezza, impianti idraulici per il giardino e per il laghetto, bagni, cucine, terrazzi, pavimenti e soffitti.
I nuovi proprietari hanno anche inserito nella proprietà preziosi decori e boiseries provenienti da dimore patrizie francesi, inglesi e giapponesi. In particolare le Tappezzerie francesi del ‘700, la Biblioteca Inglese del ‘700, la Sala da Pranzo Presidenziae del ‘700, il Jardin d’Hiver, la Piscina monumentale e l’area Fitness. Contributi ulteriori sono stati apportati da diversi artisti che hanno integrato la proprietà con le loro opere, tra di essi si segnalano lo scultore e pittore australiano Ron Dudley, la pittrice monegasca Jeanine Ricketts, – che ha decorato una famosa chiesa del Principato di Monaco – l’eclettico pittore croatoaustraliano Charles Billich, direttore artistico delle Olimpiadi di Pechino del 2008.
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