Violenze contro il personale sanitario: tante aggressioni verbali soprattutto nelle RSA
Il dato emerge nel report dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie presentato al MInistero

Si è celebrata lo scorso 12 marzo la giornata contro le violenze al personale sanitario. Una ricorrenza voluta per invitare a riflettere sull’ingiustificata e spropositata reazione che si ha verso chi lavora nel campo della medicina e dell’assistenza socio sanitaria.
Nel report, presentato dall’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie al Ministero della Salute, emergono i dati della situazione in Lombardia.
Il rapporto è la lettura di un sondaggio a cui sono arrivate 1.786 risposte, 1158 provenienti da Enti e Strutture e 629 da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta o medici di continuità assistenziale. Alla survey hanno aderito AREU, tutte le ATS e tutte le ASST e 1.116 enti sanitati o sociosanitari.
Tra le strutture che hanno risposto l’88% si classificano come privato accreditato, il 10% come pubblico e un ulteriore 2 % come altro (tendenzialmente privato non accreditato che ha aderito spontaneamente alla survey).
La maggior parte dichiarano di avere tra le loro unità d’offerta delle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA), seguite in numerosità da Centri Diurni Integrati (CDI), Centri Diurni Disabili (CDD) e Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). Per le strutture sanitarie, le risposte arrivano per il 13% da ASST, per il 9% da IRCCS e per il restante 78% da altre strutture sanitarie che, nella maggior parte dei casi, si presentano come strutture ambulatoriali, seguite da strutture di ricovero e cura e strutture psichiatriche.
Dati sulle aggressioni
Se si confrontano i tre anni, si osserva un naturale decremento delle aggressioni durante il 2020 a causa della pandemia, per poi ritrovare un aumento degli episodi nuovamente nel 2021. L’eccezione sembrano farla i MMG, da cui si raccoglie un sostanziale decremento degli episodi, che tuttavia è dovuto al fatto che sono pervenute meno della metà delle risposte, rendendo i totali non paragonabili.
Per rendere i dati dei tre anni confrontabili, si riportano anche le medie di eventi per struttura o per medico (nel caso di MMG e PLS). I numeri indicano medie di atti aggressivi decisamente maggiori per le ASST, con 90 episodi all’anno nel 2019 che scendono a 64,13 nel 2021. Anche l’AREU dichiara circa 30-40 episodi all’anno, ma in questo caso non si tratta di una media essendo un unico ente. Si può comunque rilevare un aumento nell’ultimo anno. Per quanto riguarda i medici, si passa dalle 8 aggressioni l’anno alle 6,5 per professionista. Le ATS rilevano invece un trend crescente con circa il doppio di aggressioni l’anno, da 3,9 del 2019 a 7,7 del 2021. Gli altri enti sanitari e socio-sanitari si riassestano, dopo la pandemia, su una media di circa 16-17 episodi l’anno.
La tipologia di aggressione
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