Cicloturismo, cultura e vita all’aria aperta: il lago Ceresio si prepara all’estate
Questa mattina, a Como sono state presentate le tante novità che faranno del lago Ceresio una delle mete più attrattive dell'estate 2023

Trekking, sport d’acqua, cicloturismo e tanta cultura per una stagione tutta da vivere in riva al Ceresio. Questa mattina, a Como sono state presentate le tante novità che faranno del lago Ceresio una delle mete più attrattive dell’estate 2023 con la presenza del presidente dell’Autorità di bacino lacuale del Ceresio, Piano e Ghirla, Massimo Mastromarino, e gli assessori regionali al Turismo Barbara Mazzali e all’Università Alessandro Fermi.
Numeri in crescita sul Ceresio
I numeri fanno ben sperare e, alla vigilia dell’estate, si parla già di un incremento degli arrivi e delle presenze rispetto ai periodi pre-pandemia. I dati diffusi dalle Camere di Commercio di Varese e di Como-Lecco sottolineano un aumento delle presenze dell’83% (+138,5% degli arrivi) per la sponda comasca e del 56% (+23% degli arrivi) per quella varesina. Dunque i diversi enti che si occupano di turismo e promozione territoriale hanno messo a punto un programma di iniziative e offerte per non deludere chi già conosce questa zona e per attirare chi è in cerca di una meta tutta la scoprire.
«A poche settimane dall’avvio della stagione estiva, quello del Ceresio si presenta come il territorio ideale per chi vuole vivere una vacanza all’insegna dell’outdoor per tutti gli appassionati di cicloturismo, di passeggiate nel verde o alla scoperta di piccoli borghi, sull’acqua o nei boschi – ha detto il presidente dell’Autorità di bacino lacuale del Ceresio, Piano e Ghirla, Massimo Mastromarino – Non occorre essere sportivi perché le attività proposte sulle rive del lago smeraldo sono diverse e varie, adatte anche a chi ha gambe meno allenate. Certo si registra una crescente preferenza per la vacanza in bici che si conferma una grande passione per tutti, dalla famiglia ai gruppi di giovani, fino alle coppie di adulti».
Turismo a due ruote
«Nell’ambito dell’offerta cicloturistica, sul Ceresio si è costruita una filiera che ha messo d’accordo pubblico e privato per creare un sistema ben organizzato per ospitare al meglio i turisti, proponendo servizi adeguati interconnessi tra di loro, tra cui un’offerta crescente di attività legate al noleggio di attrezzature sportive», è stato spiegato durante l’incontro di presentazione.
Per quanto riguarda le mete non c’è che l’imbarazzo della scelta. Tra le ciclabili più conosciute sul Ceresio, sul versante comasco, quella che collega il Lago Ceresio con il Lago di Como. Un itinerario green di 13,5 km tra i più frequentati dagli escursionisti che si muovono sulle due ruote (ma anche a piedi) che si snoda lungo la ex ferrovia che univa Porlezza con Menaggio.
Sulla sponda varesina sempre più apprezzata la pista ciclabile della Valganna e Valmarchirolo di 12 km, un percorso lungo la Via Francisca del Lucomagno che conduce alla scoperta di interessanti monumenti storici, beni Unesco, parchi naturali e beni artistici.
«Il cicloturismo è un fenomeno in continua evoluzione con un impatto diretto sulla filiera turistica – ha aggiunto Mastromarino – Il nostro lago ha grandissime potenzialità, offre strutture attrezzate per una vacanza all’aria aperta e sono tantissimi gli itinerari da seguire. In questi anni abbiamo lavorato aggregando le diverse proposte in un’unica rete ben organizzata facendo leva anche su una stretta collaborazione con gli imprenditori e le Istituzioni sovracomunali. Un esempio l’adesione alla partecipazione a fiere del settore turistico, come la Borsa Internazionale del Turismo, oltre a presenze indirette grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio di Varese e con quella di Como-Lecco. Il cicloturismo sta vivendo, senza dubbio, un momento particolarmente felice, ma non solo per la crescita della domanda, bensì per le strategie messe a punto dai Comuni che stanno investendo proprio in questo ambito. Merita poi una riflessione la modalità prescelta dal turista che si muove sulle due che trasforma la voglia di vivere il territorio in una vacanza immersiva: vuole vivere il contatto con la natura, è appassionato di enogastronomia e vuole conoscere il contesto in cui si trova con attenzione ai valori legati alla sostenibilità economica, sociale e ambientale».

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