Gallarate, “quante parole fuori luogo sulla manifestazione sull’ospedale”
Massimo Gnocchi di Obiettivo Comune: "Un'accelerazione al progetto dell'ospedale unico significa non voler capire il senso delle richieste rivolte dai cittadini alla politica dei decisori"

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Massimo Gnocchi (lista civica Obiettivo Comune Gallarate) sulla manifestazione di giovedì sera
Quante dichiarazioni fuori luogo sto leggendo sull’Ospedale di Gallarate ed in particolare sulla manifestazione di giovedì organizzata dal terzo settore su questo tema che ha visto una grande ed emozionante partecipazione di popolo perchè “la sanità è di tutti”.
Sorrido infatti ad ascoltare chi, dopo aver cercato di boicottarla o, peggio, di additare di strumentalizzazione chi come me ed OCG aveva subito dato adesione all’iniziativa apolitica, adesso si esercita in goffi tentativi di darle un significato di convenienza soprattutto dopo averla colpevolmente disertata. Non sono i soli in verità ma sono i più visibili.
Il manifesto del volantino titolava “riaccendiamo il nostro ospedale” ed aggiungeva senza tema di smentita “i cittadini esigono il mantenimento dell’ospedale di Gallarate e servizi territoriali efficienti e sicuri”.
Leggere di improbabili rilanci su accelerazioni da dare al progetto dell’ospedale unico arenato chissà dove, significa non voler capire il senso delle richieste rivolte dai cittadini alla politica dei decisori. Legittimo questi ultimi restino sulle loro posizioni, ma sappiano che la gente ha chiesto altro. Ovviamente io ed OCG stiamo con questa gente dopo aver già manifestato con coraggio in largo Camussi lo scorso 28 gennaio e soprattutto dopo aver chiesto un referendum consultivo sull’argomento in consiglio comunale l’8 novembre 2021. Proposta, questa, che ricordo fu bocciata dalla maggioranza che la definì “pretestuosa e fuorviante”. Dirò anzi che sarebbe oggi più che mai utile farlo data la massiccia partecipazione di giovedì scorso se solo la politica volesse con umiltà, annunci a parte, provare a ben interpretare la giusta strada da intraprendere su questo tema delicato e trasversale.
Speravo di incontrare giovedì sera il sindaco di Gallarate. Fosse stato li avrebbe evitato di dire la sciocchezza che quelle in piazza erano in prevalenza persone provenienti da altri comuni. Posto infatti che il S.Antonio abate è ospedale di riferimento di un comprensorio di cui Gallarate dovrebbe essere una guida che invece lui forse non vuole esercitare, io davanti al nostro ospedale ho visto invece tantissimi gallaratesi cui dico grazie per la loro presenza. Non solo ho visto molti colleghi consiglieri comunali, cons.regionali come Ferrazzi, ex sindaci come Patrini ed altri ex amministratori come il dottor Giollo, il maestro Sparacia, Cinzia Colombo, tanti medici, infermieri, malati e famigliari, referenti di associazioni insomma tantissimi cittadini che amano la loro città e vogliono un presidio sanitario qui senza se e senza ma. Il resto è noia.
Massimo Gnocchi OCG
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