Scola guarda con fiducia al futuro: “Il progetto della Pallacanestro Varese non cambia”

Lungo intervento del General dopo l'addio di Arcieri: "Le persone cambiano, la strada resta tracciata ed è quella giusta". L'accordo con Pelligra è fatto, ora sia attendono Brase e la coppa

Openjobmetis Varese - Givova Scafati 95-81

Luis Scola non ama parlare e – da quando è seduto a una scrivania – insiste su un punto: «Qui dentro tutti noi dobbiamo lavorare e fare sì che ogni giorno i nostri giocatori possano avere un piccolo vantaggio in più per fare bene sul campo. Sono loro che devono comparire, al limite gli allenatori. Noi no». Però Luis Scola qualche volta parla, per fare il punto della situazione, e allora resta a discutere per 75′ con la stampa locale toccando – o meglio, sfiorando – un po’ tutti quei “dossier sul tavolo” di cui abbiamo scritto ieri.

Prima di affrontarli però, le parole del “General” in chiusura di chiacchierata: «Io sono molto fiducioso, non vedo perché dovremo fare meno bene dell’anno scorso. Sappiamo che nello sport ogni stagione è diversa dalla precedente, può essere più o meno buona, ma l’obiettivo è quello di migliorare».

“FELICI PER MIKE” – Chiaramente la notizia calda è l’addio inatteso di Michael Arcieri, il gm che ha lasciato Varese per andare a dirigere Trieste in A2. Scola legge la situazione guardandola in modo più alto: «Michael è andato via e siamo felici per lui:  voleva portare avanti un suo progetto e a Trieste lo potrà fare, così come ho fatto io al mio arrivo a Varese. Qui avevo la possibilità di seguire una mia idea: sarei ipocrita se non capissi questa sua visione. E siamo anche felici perché se altre squadre cercano di prendere le persone che lavorano qui è perché il nostro programma è piaciuto. Parlo di Mike ma anche di Galbiati o di Caruso (ormai a Milano ndr) così cito tutte le aree: dirigenziale, tecnica e sportiva. Qui continuiamo a lavorare con allegria e tranquillità perché se va via una persona, il progetto e il viaggio non cambiano: non c’è nessun panico, nessuna paura. Io qui ho un ruolo che in NBA non potrei ricoprire e questo vale per tutti: la nostra società è questa, un posto che dà delle opportunità che altrove non ci sarebbero».

A chi gli chiede se il modello adottato sia troppo incentrato sulla sua persona, Scola risponde così: «Io credo sia l’opposto: evito il più possibile di mettere il mio nome negli interventi fatte dalle diverse aree. Qui c’è la massima orizzontalità possibile, dentro alla quale a un certo punto c’è una verticalità perché qualcuno deve prendere la decisione finale. Ma Michael, così come Max Ferraiuolo o Matteo Jemoli hanno spazio nelle loro aree di competenza e inoltre tutte le decisioni prese qui dentro sono condivise. Nessuna scelta è figlia di una sola persona ma di una discussione collettiva. Detto questo, nessuna persona è indispensabile: un progetto unipersonale sarebbe un progetto piccolo, è logico che un professionista possa cambiare. Le uniche cose che sopravvivono qui sono la Pallacanestro Varese e Toto Bulgheroni».

LA FORZA DEL GRUPPO – Per il momento quindi, non è imminente l’aggiunta di un general manager esterno un po’ perché queste figure non si possono trovare e inserire nel giro di pochi giorni, un po’ perché lo sviluppo interno non deve riguardare solo i giocatori ma anche le altre figure presenti in società. «Abbiamo risorse interne che permettono di proseguire nel nostro lavoro; nel tempo valuteremo se c’è bisogno di una persona nuova o se possiamo rimodellare la struttura con chi è presente. Se sarà il caso  cercheremo qualcuno da inserire».

SQUADRA DI SVILUPPO – Scola considera la Pallacanestro Varese attuale una “squadra di sviluppo” ma lo fa con un’accezione positiva e anche ambiziosa. «Questa secondo noi è la maniera migliore per far funzionare un’azienda sportiva: lo sviluppo è un pilastro fondamentale ma dobbiamo e vogliamo vincere come tutti. Smetteremo di essere una squadra di sviluppo quando un giocatore penserà che questo è il posto massimo dove arrivare, ma fino a che ci sono la NBA e la Eurolega a inviti questa condizione non cambierà. Potremo salire di livello e avere meno posti sopra di noi ma è normale che un professionista ambisca a crescere»

“BRASE NOSTRO ALLENATORE. MA NON PREVEDO IL FUTURO” – Da qui al 30 giugno c’è – come noto – la possibilità che Matt Brase possa esercitare l’opzione che gli permette di uscire dal contratto in caso di chiamata dalla NBA. «Brase è il nostro allenatore – spiega Scola Ma non posso parlare di quello che non controllo, come il mercato. Al momento non abbiamo informazioni differenti su di lui che quindi è il nostro coach; di certo non resterà qui 10 anni e siamo preparati perché, come accaduto per Arcieri, tutti possono andare via. Se ci lasciasse per la NBA saremo felici per averlo aiutato a crescere».

PELLIGRA, ACCORDO FATTO – Altro dossier caldo è quello sull’accordo con il Pelligra Group che Scola dà, forse per la prima volta in via ufficiale, per cosa fatta. «L’accordo con il Gruppo Pelligra è già formalizzato – spiega el General – I tempi burocratici in Italia sono lunghi: pensavo potessimo chiudere prima ma non è stato possibile per via di tante situazioni che hanno fanno dilatare la cosa. Non posso dire quando tutto sarà ufficiale ma spero sia una cosa imminente: intanto è già firmata una prima sponsorizzazione. E anche Openjobmetis ci ha detto che rimarrà anche se, come sempre, firmeremo in estate per via delle loro necessità. Sarà il decimo anno di sponsorizzazione e sicuramente faremo qualcosa di bello per celebrare questa ricorrenza».

LA CARTA PALAZZETTO – Proprio il Gruppo Pelligra potrebbe dare il nome al palasport di Masnago dopo che è sfumata una trattativa in tal senso. «Però stiamo valutando diverse opzioni – spiega Scola – Il palazzetto è un asset strategico per Pallacanestro Varese e quindi cerchiamo partner che diano un valore aggiunto alla struttura. Questo è uno dei punti che si possono fortificare: ripartiremo le risorse in nostro possesso nel modo che pensiamo sia utile anche a medio termine. E il palasport rientra in questo discorso». Intanto, per parlare di futuro, Varese ha inviato la richiesta per essere ammessa alla Basketball Champions League: «Riteniamo che i nostri risultati dell’anno scorso e la nostra organizzazione meriti una chiamata in questa coppa». Tra poco più di una settimana Fiba Europe ne parlerà: a fine mese il verdetto diventerà ufficiale.

FERRERO TRA CAMPO E SCRIVANIA – Scola ha evitato di parlare di giocatori anche perché tutti quelli in rosa (esclusi Librizzi e Woldetensae) scadono al 30 giugno e di fatto si liberano. Luis ha fatto una parziale eccezione su Giancarlo Ferrero: «Decideremo che cosa fare sapendo che “il tempo vince sempre”: non so quando smetterà di giocare e dove lo farà, di certo siamo molto interessati per un futuro all’interno della società perché è una persona molto stimata da tutti, me compreso che ho potuto giocare insieme a lui». Ma non è detto che il suo contratto sarà rinnovato.

PENALIZZAZIONE? DISPIACE MA GUARDIAMO AVANTI – Vale poi la pena tornare su quella maledetta penalizzazione di 11 punti che ha tolto Varese dalla griglia playoff. «Crediamo che sia stata esagerata (ma non voglio usare una parola “lesiva”), crediamo che gli errori amministrativi vadano penalizzati in modo amministrativo ma il nostro ruolo non è quello di cambiare le regole. Il risultato del ricorso non era quello che speravamo ma comunque è stato migliore del primo grado; lo abbiamo accettato e sistemato le cose al nostro interno. Voltiamo pagina e andiamo avanti». Sul ricorso personale portato avanti dall’ex presidente Marco Vittorelli, Scola spiega: «Ne abbiamo parlato ma il nostro discorso deve restare privato. Mi pare giusto sottolineare che l’inibizione non colpisce Marco Vittorelli in quanto persona ma in quanto presidente, perché questa è la regola e l’inibizione non poteva colpire altri. Sia chiaro che il cambio di CdA non c’entra con le sentenze: era stato deciso da mesi e prevede tre uomini che fanno capo alla mia proprietà, tre che arriveranno dal Pelligra Group e un presidente indipendente che è Toto Bulgheroni».

SODDISFAZIONE GENERAL – A quasi due anni dal proprio insediamento, infine, Scola non può che dirsi soddisfatto dei passi avanti compiuti. «Sono felice di quello che sto facendo. Quattro mesi dopo il mio arrivo da dirigente tutti volevano lasciare Varese: abbiamo perso diversi giocatori, cambiato allenatore e non c’era un settore giovanile interno. Oggi la situazione molto diversa: ci sono tanti giovani di prospetto, altri che vorrebbero venire qui, tanti professionisti che si propongono (anche stranieri), un allenatore che in futuro diventerà capo allenatore in NBA, un altro che è andato in Eurocup. Abbiamo ottenuto prestissimo la salvezza matematica (senza penalità), siamo arrivati a pari merito con la quarta in classifica, abbiamo fatto 12 sold out di fila e via dicendo. Ci sono tanti segnali che indicano che Varese sta andando nella direzione giusta».

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Giugno 2023
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