Una scuola che ascolta, include e dà opportunità: il grazie di una mamma all’Isis Valceresio
Prima di sapere se la figlia sarà promossa o no, la mamma di una ragazza fragile ringrazia la scuola per l'esperienza inclusiva: "La scuola dovrebbe funzionare sempre così"

“Non sappiamo se A. verrà promossa ma non conta. Non vogliamo ringraziare per la promozione ma per l’Ascolto, per la possibilità, per l’attenzione, per non averci fatto sentire soli. Grazie perché inatteso, grazie perché la scuola dovrebbe sempre essere questo ma lo è raramente. Grazie perché la vita di nostra figlia, come tutte, è una sola ed è in buone mani”.
Si chiude con queste parole la lettera – che riportiamo di seguito per intero – scritta dalla mamma di A, una ragazza fragile che ha trovato nell’Isis Valceresio accoglienza, attenzione e impegno nel costruire per lei un’opportunità di percorso scolastico cui tutti i ragazzi hanno diritto.
Il ringraziamento della mamma è indirizzato alla Preside e a tutto il corpo docente che ha lavorato con determinazione per riuscire a creare una via che fosse percorribile dalla ragazza, con fatica ma anche con soddisfazione. «Abbiamo fatto di tutto per non farle abbandonare la scuola, un gran lavoro in sinergia, tra scuola, famiglia e Provveditorato – conferma la preside Maria Carmela Sferlazza – Anche prima del mio arrivo, due anni fa, questa scuola è sempre stata molto attenta all’inclusione dei ragazzi. Ho trovato un corpo docenti molto motivato e competente su questo fronte e anche gli studenti comprendono e fanno la loro parte per includere anche i compagni in difficoltà».
Di seguito la lettera completa di ringraziamento per l’Isis di Bisuschio.
Da disatteso a inatteso, più o meno è questo il riassunto dell’ultimo anno scolastico di nostra figlia A.
Iniziato l’anno in una scuola a Varese, ci siamo da subito confrontati con la dirigenza, perché A. è fragile, complessa, iper sensibile. A. si taglia, si brucia la pelle, cerca di scacciare il male interiore sostituendolo con il male fisico e in questa tragedia quotidiana, frequenta la scuola che in qualche modo dovrebbe fare il suo ruolo ma così non è, sebbene proprio quel tipo di scuola, almeno sulla carta, appare perfetta per includere.Disattese tutte le aspettative non ci arrendiamo e chiediamo aiuto, chiedendo il trasferimento di A. in un altro plesso scolastico.
Decidiamo di cambiare tutto, indirizzo scolastico, paese, struttura e qui, arriva l’inatteso.
Ci sono tante parole che si potrebbero usare per descrivere ciò che abbiamo visto in questi ultimi 6 mesi scolastici. Si tende sempre ad essere critici verso la scuola, sempre più spesso si sente di genitori lasciati soli dalle istituzioni, abbandonati a margine del quotidiano ed invece la nostra storia è diversa.A. inizia a frequentare, ma la quotidianità è un macigno che non riesce a sostenere, malgrado siamo in tanti ad aiutarla è così i giorni passano, i giorni di frequenza diminuiscono ed il tunnel si fa infinito, la luce sempre più tenue e le nostre certezze vacillano. Chiediamo un incontro con la dirigente scolastica Maria Carmela Sferlazza, ci riceve e ci ascolta, come mai successo prima, capiamo che fino a quel momento le persone ci sentono soltanto, ascoltare è ben diverso. In pochi giorni weekend compresi, si prodiga e si interessa fino ad arrivare ai piani alti per modulare su nostra figlia, la miglior soluzione possibile per darle un’opportunità. Non solo di essere promossa perché in questa situazione la promozione era l’ultimo dei nostri pensieri, ma l’integrazione, la speranza, la motivazione, il non sentirsi soli davanti a mille regole e mille protocolli, di questo avevamo bisogno e questo lei ci ha donato.
A. ha iniziato il nuovo percorso, un intero gruppo docenti che si è messo a disposizione, tutti insieme. Dirigente, insegnanti, personale scolastico, noi genitori ed A. a combattere tutti insieme per dare una speranza di normalità. A. è riuscita a recarsi a scuola, a sostenere con fatica immensa interrogazioni e verifiche.
Ai giorni di maggior impegno, seguivano 12 0 13 ore di sonno, distrutta ma contenta di poter avere una possibilità, di poter avere finalmente qualcuno che ascolta, che prende a cuore i ragazzi.Non sappiamo se A verrà promossa ma come detto non è questo che conta.
Non vogliamo, con questa lettera, ringraziare per la promozione ma per l’Ascolto, per la possibilità, per l’attenzione, per non averci fatto sentire soli, dentro questa situazione che di per se è già difficilmente sostenibile.
Grazie perché inatteso, grazie perché la scuola dovrebbe sempre essere questo ma lo è raramente.
Grazie perché la vita di nostra figlia, come tutte, è una sola ed è in buone mani.Lettera firmata

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