Vergiate 2030, “Il dialogo col sindaco non è più di casa”

La lista di minoranza guidata da Romano Balzarini protesta riguardo le soluzioni adottate dall'amministrazione comunale sull'accorpamento dell'asilo nella scuola elementare e sull'antenna di telefonia mobile installata in centro

romano balzarini

Vergiate 2030, la lista di minoranza guidata da Romano Balzarini, segnala le difficoltà di dialogo con il sindaco, soffermandosi su due questioni particolari: l’accorpamento dell’Asilo Rodari nella Scuola elementare De Amicis e l’istallazione dell’antenna di telefonia mobile in centro a Vergiate.

«Il dialogo – commenta Vergiate 2030 – non è più di casa a Vergiate. Questo atteggiamento non è consono ad un sindaco di tutti. Ha tenuto banco la vicenda, molto discussa, dell’imposto accorpamento forzato dell’Asilo comunale “Rodari” dentro la Scuola elementare statale “De Amicis” a Vergiate. Sono state presentate due interrogazioni da Balzarini, molto precise nelle domande. Ma le risposte del sindaco sono state un distillato – al veleno – di cocciutaggine. Decidere in maniera unilaterale, senza un vero dialogo nemmeno con i genitori, almeno della De Amicis, questo folle accorpamento per un anno scolastico intero è sintomo di pochissimo buonsenso. La soluzione imposta, di mettere una settantina di bambini dell’asilo, da pochi mesi di età ai 6 anni, ristretti nei locali mensa, con i 150 e oltre bambini delle elementari oltre al personale scolastico, sotto lo stesso tetto, è inaccettabile. Il sindaco ha sollevato un muro. Non sono stati portati argomenti seri, non sono state affrontate con trasparenza le possibili alternative, restano molti punti oscuri. Insomma i bambini dovranno di nuovo mangiare in classe, al banco. Nella pandemia c’era una emergenza, ora c’è solo una decisione sbagliata. Ci saranno problemi con i parcheggi esterni già congestionati. Non ci saranno spazi per attività al di fuori dell’ordinario. Nonostante sia evidente, che il Comune avrà dei risparmi di gestione dalla chiusura del Rodari, non verranno messe a disposizione risorse per attenuare i disagi».

«Altro tema molto discusso in paese – aggiunge Vergiate 2030 – è stata la gigantesca antenna di telefonia mobile – da 30 metri – che spicca in pieno centro storico a Vergiate per una precisa volontà della Giunta, dato che è stata eretta su un terreno comunale. Balzarini ha fatto un estremo tentativo di bloccarla, con un esposto presso Regione Lombardia. Si sappia che le prescrizioni del Piano Regolatore comunale sono state ignorate dalla medesima “fazione politica” che le ha scritte a suo tempo. Purtroppo da Milano è arrivato un: non possiamo entrare nel merito. Attenzione, non hanno dato ragione alla Giunta, ma per dei formalismi non sono proprio entrati nel merito della questione “antenna di via Beia”. Dispiace per i tanti vergiatesi imbufaliti con la Giunta per la perdita di valore delle proprie case, per le preoccupazioni sulla salute, vista la vicinanza dell’enorme antenna alle case. Dispiace per chi ha raccolto spontaneamente e coraggiosamente centinaia di firme ed ha ottenuto solo la ritirata tattica del Privato interessato all’altra antenna prevista a Cimbro, dalla Giunta. Ma anche nel caso dell’antenna di via Beia, il sindaco, con i soliti toni sprezzanti, ha eretto un muro di formalismi burocratici, una giungla di cavilli normativi per difendere la sua scelta, ovviamente non condivisa prima con la cittadinanza, ma al solito imposta unilateralmente. Ce lo ricordiamo tutti il cantiere spuntato misteriosamente, con un cartello dei lavori “in bianco” e sistemato solo dopo che Balzarini ha fatto pubbliche denunce?».

«Il sindaco – conclude Vergiate 2030 – sin dalla campagna elettorale si è dimostrato sprezzante verso le altre forze in campo. Non ha mai voluto cercare un dialogo. L’opposizione che critica gli dà chiaramente molto fastidio. Però il nostro sindaco, quindici anni fa era un consigliere comunale di opposizione. Al tempo della Giunta di “centro destra” l’opposizione degli Uniti, con Parrino, ha presentato 20 interpellanze e interrogazioni. Insomma, ha fatto la sua parte di opposizione. Rivolgersi a enti superiori, al di fuori di Vergiate, è la prassi in un sistema istituzionale democratico, quando vi siano fondati dubbi che l’azione amministrativa della Giunta sia da verificare. Esistono controlli istituzionali superiori ed esterni, a cui anche il nostro sindaco, se è necessario, deve rendere conto. Ed è inevitabile, in ogni caso legittimo, fare esposti al di fuori di Vergiate, se Lui stesso ha eretto un muro invalicabile per chiunque abbia idee diverse».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Giugno 2023
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